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Se l’allievo supera il maestro (in curva)

30 Lug

Mi ha chiesto l’amicizia su Facebook la mia vecchia prof. di Lettere, e al primo status che ho letto mi è venuto da correggerle almeno due o tre cose.

Prof., ha lavorato bene. Adesso, però, sono cazzi suoi.

Se l'allievo supera il maestro (in curva)

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Nella vita ci vuole culo

6 Dic

Mi lamento sempre del fatto che il giornalismo sia diventato un mondo di inculate. Ma pure l’istruzione mi sa che non scherza.

istruzionemessamale

Quante cose sono successe in tre giorni

9 Nov

Se avessi tempo scriverei un post. Ma stamattina, purtroppo o per fortuna, di tempo non ne ho. Quindi no. Niente post. Avrei anche il titolo pronto. Quante cose sono successe in tre giorni. Sarebbe la sinossi (il riassunto, diciamo) di quello che ho vissuto tra mercoledì e venerdì. Ma oggi è sabato. Comincia il weekend, e io ho un treno tra venticinque minuti che di questo passo non riuscirò nemmeno a prendere.

Dirò soltanto che stanotte ho sognato il mio primo giorno di scuola. Di nuovo. Era una scuola francese, non chiedetemi perché. Forse perché me la immagino rigida, severa. E pure collegiale, diciamo. Perché ad attendermi c’erano quattro o cinque prof. Tutte milf invecchiate così così, tra l’altro. Fatto sta che ricominciava la scuola. Che io avevo i miei quasi trent’anni. Che i libri erano tanti e pesanti. Che si ricominciava, insomma. Tutto da capo. E tra quegli stessi libri c’era una sorta di Bibbia per le lezioni. Una guida da imparare subito a memoria. Un opuscolo. Una rivista. Quella per cui scrivo.

Caro Sigmund, sono molto preoccupato. Poi ne parliamo, eh.

W la f…antasia!

18 Mag

Un tema. Un pensierino. Una filastrocca. Francamente non ricordo cosa fosse. Ricordo, però, che la suora mi aveva corretto. Che mi aveva detto che quella parola non esiste. Che non è italiano, ma dialetto. E che quindi non va bene. Oggi con le parole ci lavoro. E ieri ho scoperto che il termine manco (inteso come nemmeno, non come verbo mancare) esiste eccome. Che è di uso popolare, sì, ma che i dizionari, almeno quelli online, la contemplano senza fare tante storie. Ho scoperto, così, che quella suora aveva torto. Lei che era la mia maestra delle elementari. Lei che mi diceva che ero troppo conciso, e io che non capivo nemmeno cosa cazzo volesse dire (boh, magari era dialetto). Sarà perché facevo le chiuse tutte uguali. Ogni pensierino aveva un tema, e io concludevo con un’esultanza assurda e sbrigativa. L’argomento era la natura? W la natura!. Il cinema? W il cinema!. Il Natale? W il Natale!. Per fortuna, all’epoca, non si parlava mai di figa. O quasi. E meno male che non sono giapponese.

Clicca per ingrandireW la f...antasia!

Il suicidio del cronista

21 Ago

Sabato ho visto uno che stava comprando le parole crociate. Poi ha preso in mano una rivista scandalistica. Io penso che siano quelli come lui che inconsapevolmente ammazzano quelli come me. Alimentano un’editoria che non ha niente da dire, e che se dice qualcosa fa danni. Danno linfa a giornaletti per gente come loro. Senza curiosità, sono semplicemente morbosi. Persone che in realtà non vogliono scoprire un bel niente, ma incensarsi per quello che già sanno. Cercano lo scandalo nelle faccende altrui, e risolvono cruciverba ostentando la loro cultura da quarta elementare (in quinta sono stati bocciati due volte, mi spiace).

Poi ci sono quelli come me, che stanno dall’altra parte della barricata. Gente che va sul posto, che vuole vedere per poi raccontare. Persone che si occupano soltanto di cose serie. Serissime. Che fanno quello che fanno perché il giornalismo è giornalismo, la cultura è cultura, il sapere è sapere. E il mirtillo è mirtillo. Che non c’entra niente, ma però fa bene alla vista. Soprattutto a chi come me passa intere giornate di fronte allo schermo di un Mac, a fare l’orlo ai testi, a lavorare di uncinetto con le locandine dei programmi tv. A scrivere che quello, quello e quell’altro vanno in onda il giorno X all’ora Y. A me che mentre il tizio si prendeva le parole crociate e le riviste per stalker legalizzati me ne stavo lì a guardare lo speciale estivo a colori di Dylan Dog. Senza nemmeno comprarlo. Io penso che siano quelli come me che inconsapevolmente ammazzano quelli come me.

EUROTeleKronaKus (2)

18 Giu

Ops, I did it again! Anche se non ho le poppe della Spears. E nemmeno le chiappe.

Culo, sì. Stasera ne avremo bisogno. Ma soprattutto avremo bisogno di palle. Tante palle. In rete ma non solo. Prima di tutto serviranno quelle nelle mutande. Bisognerà giocare con gli attributi di fuori, e questo significa sostanzialmente due cose. Primo, la Uefa economizza sui calzoncini da gara. Secondo, Cassano l’omofobo non si muoverà dallo spogliatoio.

Dicevo che l’ho fatto ancora. Ho profanato il sacro calcio con le mie freddure. Stasera torneranno comodo, con quest’afa.. (ecco la prima). Di seguito la raccolta dei miei ghiaccioli formato battuta in occasione del match tra i nostri smutandati e quelli croati.

Primo angolo per l’Italia. Speriamo non sia retto.
Maggio ha perso l’attimo. E dire che ha avuto un mese intero.
Marchisio sembra un attore di Cento Vetrine. Speriamo non lo prenda come un alibi per fare il manichino.
Balotelli fa tutto da solo. Costretto dai compagni ad alzare la cresta.
Balotelli attivo ma non conclude. Prandelli, la mayonese non basta. La prossima volta prova a mettergli in testa un po’ di salsa piccante.
Croazia avanti. Brivido felino. Come il riflesso di Buffon.
No, no e no. Chiedere a Cassano di andare in profondità è come chiedere a Cecchi Paone di non farlo.
Balotelli: “Dammela prima”. No, non è lui il metrosexual.
Attenzione all’inserimento croato. Cassano in fuga verso gli spogliatoi.
Marchisio lascia andare un filtrante. Ma non s’intende con il fantasma formaggino.
L’Italia sciupa palle golose. Anche loro in paranoia per la prova costume.
Cassano sbaglia la diagonale. Nessuna sorpresa. I votacci li aveva sicuramente in italiano, ora sappiamo che li aveva pure in geometria.
Tamponamento tra croati. Impossibile decifrare le targhe.
Marchisio non punta al gol. Vuol uccidere il portiere a suon di pallonate.
Italia in gol!!! Pirlo, piede magico, è già stato opzionato per il prossimo Harry Potter.
Dicono che Pirlo abbia un bel culo. I piedi, donne, quelli dovete guardare.
Fine primo tempo. Tutti negli spogliatoi. Andate a riprendere Cassano, va.
Destro fiacco?! Ma se non è nemmeno stato convocato!
Balotelli preso da dietro. Cassano, terrorizzato, fugge di nuovo negli spogliatoi.
Deviazione di Maggio. La palla arriva adesso a fondo campo. Era un tiro lemme lemme. (QUESTA MI SA CHE NON L’HA CAPITA NESSUNO..)
Thiago Motta prende un croato per il collo. Dev’essere un pronipote di Hulk Hogan.
E chi di wrestling ferisce..
Fuori Motta dentro Montolivocic… Scusate, comincio a fare confusione.
L’arbitro fa l’occhiolino a uno dei giocatori. E noi che cercavamo il metrosexual tra quelli senza fischietto..
Pareggio croato. Fanculocic.
Fumo in campo. Ma l’Olanda non aveva giocato ieri?!
Fallo di Montolivo. Questo non aiuterà a far tornare Cassano in campo.
Fuori Cassano. Dichiarazione a caldo: “Meglio fuori che dentro”.
I croati alzano il gomito. Vogliono festeggiare prima del triplice fischio finale.
Ma Mourinho fa il guardalinee?!
“Dai che c’è tempo”. Qualcuno faccia notare al telecronista Rai che è già la fine del recupero.
Prandelli intervistato. Stavolta l’audio c’è. Charlie Chaplin non nasconde la sua delusione.
X. Non tanto per il pareggio quanto per l’incognita qualificazione.
 

E stasera si ricomincia. Basterà cliccare qui verso le 20 45. Astenersi bevitori di Guinness.

Peso alle parole

21 Mag

“E’ stata la mano di un pazzo”.
E grazie al cazzo.

Faccio rime baciate per non sputare. Sento parole al vento, come non contassero nulla. Come se ci fossero in ballo opzioni che non contemplano la follia. Le tre bombole del gas sono saltate. Melissa non c’è più, e all’ospedale di Brindisi è l’inferno del poi. Io non ho dubbi.

Vi sfido, colleghi, ad affermare che forse non c’era una mente insana a pilotare il dito che ha dato l’ok alla morte. Come se il mafioso, il terrorista, l’omino dei servizi deviati o chi per lui in fondo non fosse un pazzo, ma qualcuno con un lucido obiettivo da raggiungere. Balle. Cazzate. Io ne so quanto voi. Anzi, meno di voi. Ma non ho dubbi. Io so per certo una cosa. Chiunque sia stato non è nient’altro che un folle. E ribadirlo non è che uno spreco di fonemi.

Non c’è interesse che tenga, ideologia che possa farmi cambiare idea. Non c’è verità che possa emergere e che sia capace di farmi ricredere. Mafioso, terrorista, omino dei servizi deviati. Chiunque crede di poter uccidere dei ragazzi è già di per sé un deviato dalla vita. Sempre e comunque un uomo dalla camicia sbagliata. Quella di forza è l’unico modello che gli sta.

Ciao Melissa.

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