Tag Archives: religione

Ammutinamento?!

26 Dic

Sono sempre più tentato di non pagare la mia retta annuale. Per me, oramai, l’Ordine è come il Natale per gli atei: qualcosa in cui non credi, ma che ti costringe lo stesso a fare regali.

ammutinamento

Figli di un dio maggiore

7 Gen

Allah è grande. Bene. Perfetto. Ci sto. Voi, invece, siete piccoli. Piccolissimi. Minuscoli. Voi che non sapete ridere. Voi che non conoscete l’ironia e il suo innocente potere. Voi che non sapete cosa sia la satira e il sacrosanto diritto che essa rappresenta. Voi che avete le armi come strumento di dialogo. Voi che rubate la vita degli altri come foste degli dèi, come foste tanti piccoli Allah. Ma Allah è grande. Bene. Perfetto. Ci sto. Voi, invece, siete piccoli. Piccolissimi. Minuscoli. E se davvero siete figli di quel vostro dio una cosa è certa. Siete stati adottati.

Figli di un dio maggiore

Miracolando

20 Gen

AteaSenzaSperanze è online

AteaSenzaSperanze: Perdoname el disturbo… Domandina: se volessi partecipare /collaborare con una rivista (una qualsiasi) cosa mai dovrei fare?
KronaKus: Pregare Padre Pio.

AteaSenzaSperanze è offline

Habemus Papam (anzi no) (2)

11 Feb

Morta una pagina se ne fa un’altra.

Lavoro per un magazine che si occupa di tv. Tutto questo col papa c’entra molto poco. Ma la televisione, si sa, va di pari passo con le cose che accadono nel mondo. E se il pontefice dà forfait il piccolo schermo non può rimanere in panchina. Non resta a guardare. Anzi, si fa guardare. Perché la gente vuole sapere. La gente vuole vedere. La gente vuole partecipare.

La gente vuole farsi i cazzi degli altri.

Il problema è che quel Benedetto papa ha scelto proprio il giorno sbagliato per rassegnare le sue dimissioni. Quale? Quello di chiusura del nostro giornale. Del nuovo numero, intendo. Quello in cui tutto dovrebbe essere bello e pettinato per andare in stampa, non stravolto da uno scoop rivelato in latino. Non so se Ratzinger abbia la patente nautica, io so soltanto che per via sua il timone del prossimo numero non è più lo stesso. E allora via una pagina dalla sezione bambini. E’ la prima a esser presa di mira se c’è un imprevisto. La prima a cui vengono tagliati degli spazi se Belen si dichiara lesbica, se Vespa si fa asportare un neo, se Alfano si dimentica di riportare l’osso. O se Berlusconi decide di farsi papa. Avrei dovuto capirlo dal nome, prima di accettare l’incarico. Quella sezione non si chiama bambini perché parla di Ben 10 o dei Pigiamici. Ma perché chiudere quelle pagine è ogni volta un travaglio. Ogni volta un fottuto parto.

Benedetto tempismo. Morta una pagina se ne fa un’altra. Via Scooby Doo, e sotto con l’annuncio che a marzo le telecamere saranno tutte puntate sul Vaticano. Mentre qua il mio lavoro viene stravolto al fotofinish. E dalle mie orecchie è tutta una fumata nera.

Habemus Papam (anzi no)

11 Feb

Il papa se ne va. Benedetto XVI molla tutto. A fine mese bye bye pontificato. Chissà cosa ne penserebbe Gesù. Lui è ancora lì sulla croce, e nonostante questo non si è mai dimesso. Non so se Ratzinger abbia qualche problema di salute. Forse vuole soltanto approfittare della neve e andarsene a sciare sulle Alpi vaticane (qualcuno gli spieghi che al più, lì dietro, ci sono Monteverde nuova e Monteverde vecchia, come mi racconta sempre mio nonno). So di certo che a marzo ci sarà un posto vacante. E il collega della Formula Uno, ignaro di star copiando una battuta che spopola su Facebook già da qualche ora, ha appena detto che Berlusconi perderà le elezioni, ma tenterà da subito una nuova scalata al potere. Quello delle gerarchie ecclesiastiche. C’è già il nome pronto. Papa Pio Tutto, si dice in Rete. Ma al di là dell’ironia a me ora preoccupa ben altra cosa. Che il buon Ratzinger faccia il giro inverso. Cioè che passi dalla Chiesa alla politica passando dalla porta di servizio.

Napolitano, non ho ancora capito se e quanto mi piaci, ma nun te move da quella cazzo de poltrona!!!

Piccolo uomo

13 Gen

Non potrei mai essere ateo. Anche se non avessi un dio, io un dio ce l’avrei comunque. Uno di quelli che sembrano scesi dal cielo per farti vedere come far bene le cose sulla Terra. Ecco, io non ho un dio, ma un messia sì. Un idolo, un modello. Un uomo che sembra più di un uomo. Un esempio che è più di un esempio. Un giornalista che è più di un giornalista. Guardo Riccardo Iacona. E mi sento molto, molto piccolo.

E il settimo giorno Dio s’incazzò

26 Set

Siamo in ritardo. Con questo numero siamo in netto ritardo. Non ci arrivano gli highlights dai canali, e questo se lavori in un giornale che parla di tv significa che puoi anche stare a casa a dormire come un ghiro dando la colpa al cambio di stagione. E poi il magazine cambia faccia, pelle. Forse tette. Solo che il chirurgo plastico sta ancora pensando a dove piazzare i capezzoli. Un altro modo per far tardi. Un’altra scusa per la pennichella.

In redazione si cerca comunque di non perdere tempo. Si ritoccano i timoni, si fissa il numerino che segnala le mail in arrivo come se potesse cambiarti la giornata (e in effetti un po’ è così), si organizzano interviste che finiranno su pagine che per ora hanno la stessa consistenza del Pd. E allora già si pensa ai weekend prossimi venturi, a come molto probabilmente dovremo passarli tra queste quattro mura che si stanno facendo sempre più fredde (nella Metropoli a Gas si corre talmente tanto che siamo già arrivati al primo sputo d’inverno).

Allora, cominciamo a contare. Quanti sabati prevedete di lavorare questo mese?, ho chiesto ai colleghi redattori con una punta d’ironia. La risposta, però, non mi è piaciuta per niente. Sabati? Io direi di cominciare a contare le domeniche!!

E il settimo giorno Dio s’incazzò.

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