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Ammutinamento?!

26 Dic

Sono sempre più tentato di non pagare la mia retta annuale. Per me, oramai, l’Ordine è come il Natale per gli atei: qualcosa in cui non credi, ma che ti costringe lo stesso a fare regali.

ammutinamento

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Il mio regalo di Natale

10 Gen

Ho saputo cose che si sapevano già, ma saperle ancora nuoce gravemente alla salute. Mentale. La mia. La Baia delle Zanzare, la città in cui sono nato e in cui ho vissuto per oltre ventotto anni, vive di fumo. Io, invece, vivo di fumetti. Siamo troppo diversi per poter continuare a fingere di star bene insieme. Prima o poi uno dei due si farebbe male. Non è amore questo. Non uno di quelli puliti, sani. Lei si è scelta i suoi re. Ha scelto di essere plebea tra patrizi dediti soltanto ai loro porci comodi. Ha scelto di diventare lo specchio salmastro della solita Italietta, dove tutto si aggiusta con una parola infilata nel buco più adatto. Le supposte verbali raggiungono sempre il compromesso. E compromettono noi.

La mia Baia delle Zanzare è l’emblema della provincia. Della piccola provincia, pur non essendo poi così piccola. Per le sue vie qualcuno si finge metropolitano, cosmopolita. Ma l’abito non fa il monaco. Tutt’al più il fighetto, il bello senz’anima. Tutt’al più. Mentre sono in atto faide tra pseudo-imprenditori, la politica vigente è quella del sottobanco, e la stampa locale si ritrova a fare eco allo schifo. Uno schifo vestito a festa.

Io non sono un eroe armato di penna e tastiera. Non sono l’aggiustatutto del pressapochismo imperante. Sapere che la mia vita, ormai, è lontana da tutto questo mi dà sollievo. Mi fa star bene. E’ il mio regalo di Natale. Anche se in ritardo.

And so this is vintage

23 Dic

Ho chiesto a mia madre cosa regalare a mio padre. Ho chiesto a mio padre cosa regalare a mia madre. Il risultato è che ho le stesse idee del Natale ’56.

Il pupazzo di neve non si mangia (2)

14 Dic

Ho messo la camicia per gniente. Ma gniente gniente. Gli uomini che stanno sopra di me (non è come sembra) hanno visto due fiocchi di neve e hanno deciso di non scendere. E’ che si sa, la neve se ne frega dei contratti in scadenza. E allora eccoci qua, ad aspettare ancora. E ancora. E ancora. Oggi non si è deciso un bel gniente. Tutto rimandato alla prossima settimana. Di ‘sto passo il contratto me lo metteranno sotto l’albero. Meglio così. Almeno posso aspettarmi grandi cose. Perché a Natale, si sa, siamo tutti più buoni. E giusto quelli mi piacerebbe avere. Proprio quelli. I buoni. Quelli che fanno tanto figo quando al supermercato la cassiera ti chiede: Contanti o bancomat? E tu: Eh no, dolcezza. Ho i buoni, io! Li voglio, cazzo. Così evito di cucinarmi gli spaghetti al basilico all’una e un quarto della notte, come l’ultima volta. Che poi a mezzogiorno mi arriva in stanza la Cacciatrice di Pixel, a intimarmi di andare fuori a mangiare una pizza con lei e gli altri colleghi. E io mi ritrovo ad andarci con la neve e tutto, le scarpe rotte come la Befana e quella voglia di spaghetti rimasta sul gozzo dalla sera prima. Poi, visto il pranzo in esterna, finisce che li dimentico nel frigo della redazione, e che me li devo far riportare a casa da una collega gentilissima che passa dalle mie parti, per far sì che non marciscano durante il weekend (tratto da una storia vera).

Ripenso al ristorante, al momento in cui bisogna pagare. Gli altri coi buoni, io con i contanti (per una pizza e una birra il bancomat mi sembra eccessivo). In testa il terrore che possa andare così per tutto un altro anno. Che i buoni restino un’incognita. Un po’ come il nuovo contratto.

Mi hanno detto di non pensarci. Che è così che va. Che i capi fanno il bello e il cattivo tempo. A lasciarmi perplesso è proprio il fatto che il cattivo tempo li spaventi così. Peggio per loro, non mi vedranno mai con la camicia. Io un’altra nell’armadio non ce l’ho ho. E questa già puzza di sudore.

(Super)be coincidenze

2 Nov

Mi stavo rammaricando perché quest’anno, forse per la prima volta, andrò al Lucca Comics senza indossare qualcosa di supereroico. Poi mi sono ritrovato con in mano l’ultimo regalo di mia madre, e mi è spuntata una mezza risata.

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