Tag Archives: giovani

Questo è un uomo

6 Feb

Non è più una questione di bavaglio, non è soltanto una questione di libertà.
È una questione di umanità. L’umanità che a qualcuno manca, e a cui di certo mancherà sempre. L’umanità che di certo non mancava a quest’uomo, a questo ragazzo. Un martire della verità. Semplicemente un uomo più uomo di altri.

Ciao Giulio.
Ora facci un bel reportage da lassù.

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Ammutinamento?!

26 Dic

Sono sempre più tentato di non pagare la mia retta annuale. Per me, oramai, l’Ordine è come il Natale per gli atei: qualcosa in cui non credi, ma che ti costringe lo stesso a fare regali.

ammutinamento

Breaking Ba…ll

15 Dic

Ho appena raggiunto il punto più alto della mia carriera: scrivere un intero paragrafo sulla frattura del pene. Sarà il segnale, la prova tangibile di una sconcertante verità: me so’ rotto er cazzo.

Di nome ma non di fatto

27 Mar

Giorni fa vi ho beccato con le mani nelle ostriche. Oddio, non lo so, in realtà, se ci fossero pure quelle. Ma lo champagne sì. Lo champagne c’era eccome. Ve l’ha portato il distinto cameriere del locale a fianco, direttamente in redazione. Se ne stava tutto impettito, lui, con il cestello pieno. Pieno di champagne, appunto, e di ghiaccio. Tanto ghiaccio. E bicchieri, tanti bicchieri, sul vassoio che reggeva con attenzione senza rinunciare mai alla sua posa impettita. La forma è importante, già. Ma la sostanza, a casa mia, lo è molto di più. La sostanza è che vi siete fatti portare in redazione una bottiglia di champagne – con tanto ghiaccio e tanti bicchieri-. La sostanza è che io passavo di lì proprio in quell’istante. Le mie pupille sono inciampate per caso sul petto impettito del ragazzo-cameriere che ve l’ha consegnato e probabilmente servito. Me ne stavo lì, a guardare la scena. E a pensare l’inevitabile. A pensare quanto quella stessa scena fosse un tremendo e immorale schiaffo alla crisi. Non tanto a quella economica su scala globale, ma a quella di un settore che non agonizza. E’ già in coma.

Quanto li pagate i vostri collaboratori? Ma soprattutto, li pagate? E quanti stagisti avete? Quanti redattori avete mandato a casa negli ultimi anni? Quanti tagli avete fatto per riuscire a sopravvivere, voi e il vostro giornaletto di parte? A quante bocche avete tolto il pane, per riempire le vostre di pregiato e bollicinante champagne?

Vedete, questo post rischia di essere una bufala colossale. Ci ho riflettuto per giorni prima di pubblicarlo. La verità è che io non lo so il motivo di quel vostro brindisi. Magari era il compleanno di qualcuno. Magari qualche caporedattore sta per diventare papà. Magari se ne va in pensione un veterano o, meglio ancora, avete assunto venti persone tutte in un colpo e avete giustamente pensato di festeggiare. E’ possibile che i vostri conti siano a posto – oggi come oggi non sarebbe poco – e di fronte al bilancio con il segno più abbiate deciso di dedicare un dignitoso e meritato prosit a tutta la vicenda. Vedete, queste sono tutte le possibili verità. Queste, insieme a tante altre che ora non mi vengono in mente. Ma poi è arrivata la prima pagina di oggi. Poi è arrivata lei e ho deciso di fregarmene di tutte queste stramaledette opzioni. Ho capito che – a prescindere dalle bollicine che ingurgitate – non c’è rispetto in quello che fate. E non vedo perché io debba farvi sconti. Non vedo perché io debba avere rispetto per voi.

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E’ anche per colpa di gente come voi se questo mestiere non ha più una dignità.

Chissà cosa farò tra dieci anni

16 Nov

Ho appena rinnovato la carta d’identità. E sono stato ottimista. Molto ottimista.

Chissà cosa farò tra dieci anni

E no, non mi riferisco soltanto all’altezza.

Per colpa di Chi

5 Nov

Per colpa di ChiVa bene. Va bene, ho capito. Non c’è bisogno di fare così. Non c’è bisogno di usare le maniere forti, di dirlo con le cattive. Mollo. Io mollo. Mollo tutto. Non voglio più fare il giornalista (se si può dire che in effetti lo stia ancora facendo). Ma davvero, non è il caso di fare così. Non è il caso di umiliarsi per farmi arrivare a tanto. Sarebbe bastato chiedere. Sarebbe bastato continuare con tutte quelle mail del cazzo, tra una risposta finto-gentile e un finto-tariffario e l’altro. Sarebbe bastato aspettare ancora un po’. Senza arrivare a tanto, davvero. Ero già sulla buona strada. Avevo già imboccato la via dell’abbandono. Della rinuncia. Non c’era bisogno di abbassarsi così. Non c’era bisogno di dirmelo con tanta grettezza. Non c’era bisogno di farmi vergognare di voi, e per voi. Voi che avete scambiato il giornale per l’osteria, l’informazione per il sessismo gratuito. Voi che con la dignità vi ci siete puliti il culo. Vi ci siete masturbati, e ora siete qua a farci ascoltare i vostri fottutissimi, amarissimi, squallidissimi gridolini. Vendendo alcuni scatti che immortalano una donna intenta a mangiarsi un gelato come fosse una notizia. In allegato, la vostra anima.

Una cosa del genere non è ammissibile, e va al di là di ogni credo politico. Non c’è notizia, in questo servizio che avete trasformato in un servizietto. Così come non c’è più dignità, in voi, né amor proprio in quello che fate. E io, piuttosto che diventare come voi, mi do al marketing. Io che il marketing lo odio. Io che il marketing lo considero il male in Terra. Un po’ come voi, giornalettari della domenica, anche se oggi è mercoledì. Un brutto mercoledì. E io resto qua, a sperare che qualcuno vi faccia passare anche un brutto venerdì, come si suol dire. Nel frattempo mi rimetto a leggere fumetti. E ora provate a dirmi che sono un gretto superficiale. C’è meno porno in un hentai che tra le vostre pagine incollate dallo sperma.

Ero una brava persona

3 Nov

La vita prima o poi ti cambia.
Oramai l’unica testata che m’interessa è quella nucleare.

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