C’è posta per me

18 Lug

Da bambino volevo fare il postino. Il piano era: prendo le lettere, le leggo e poi le consegno. Volevo farmi i cazzi degli altri. M’immaginavo con il Bravo a girare di casa in casa, a imbucare missive di cui io ormai sapevo tutto. Al cinema ci sono sempre andato, i fumetti li ho sempre trangugiati. Poi sono finito a fare il giornalista. Ora, per lavoro, mi faccio i cazzi degli altri per poi raccontarli a chi ancora non li sa. Non è colpa mia. Oggi, come allora, ho soltanto un’infinita fame di storie.

C'è posta per me

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