Il paradosso del freelance

22 Mar

L’alba è morta. L’alba non esiste. L’alba non è, se non un invenzione dell’uomo. Il sole si affloscia la sera, a una certa ora, in base alla stagione. Poi, il giorno dopo, ricompare già alto. Pluff. Flash. Dio, lassù, accende l’interruttore. E lo spegne. E poi lo riaccende. E via dicendo. Noi, quaggiù, distinguiamo il giorno dalla notte soltanto per questo.

Ne sono convinto. Ne sono fermamente convinto. Io m’addormento che è notte, e mi sveglio col sole già su, nel pieno della sua erezione di stella. Punto. Non me la date a bere che esista un momento in cui quella palla gialla e calda si mette di buona lena ad arrampicarsi su per le montagne, per poi saltare e fiondarsi nel cielo fino a che l’elevazione non scema e, scema lei – la palla gialla e calda – se ne torna giù un’altra volta. No. No. E no. Se non lo vedo non ci credo.

La mia vita da disoccupato prevede una sveglia impegnativa. Ci si alza di buon’ora, che qua non c’è mica tempo da perdere. C’è una vita da ricostruire, piuttosto. Da cima a fondo. E’ per questo che punto ogni giorno la sveglia a un’ora decente. Le 11. Son proprio un eroe.

E’ un duro lavoro, quello del disoccupato, ma qualcuno deve pur farlo. Poi c’è chi mi complica ulteriormente le cose. Me stesso, ad esempio. Mi sono obbligato a fare il freelance per due lire (nemmeno due euro, due lire), collaborando per un sitarello che smetterei volentieri di chiamare così, se solo pagasse quanto dovrebbe. Fatto sta che ogni tanto la mia sofferta routine cambia. C’è una scossa, una deviazione di programma. Oggi, ad esempio, mi son dovuto alzare alle 8. Alle 8, signori. Alle 8. Di sabato mattina. Mi sveglio tutti i giorni alle 11, poi arriva il fottutissimo sabato mattima e, pluff, mi tocca alzarmi alle 8. E in un flash devo fiondarmi a un’inutile conferenza. Lo so. Altro che Crimea e stronzate made in Putin. E’ contro certe sveglie che l’Onu dovrebbe alzare le antenne. Ma non lo fa. No, non lo fa. Maledetti benpensanti borghesotti.

Il paradosso del freelance

4 Risposte to “Il paradosso del freelance”

  1. morelli83 giovedì, 27 marzo 2014 a 15:28 #

    Oh che disdetta alzarsi la mattina alle 8 dopo una settimana in cui mediamente la sveglia era alle 11!!!😀 E’ una vita che non reggerei nemmeno per un giorno. Mia morosa ne sa qualcosa quando la domenica massimo le 8:30 – 9:00 mi sveglio e comincio a girare per la stanza

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