Un contratto sotto l’albero

24 Dic

Il mio contratto in forse è una bazzecola rispetto all’appalto che non ci viene rinnovato. I pezzi grossi da cui dipendiamo faranno un bando di gara. Ma mancano i tempi tecnici per farlo subito, così ci hanno chiesto una proroga di due mesi. Abbiamo rilanciato con sei. Dopo una vita loro hanno risposto “picche”. O due mesi o niente. Ora stiamo valutando se a noi conviene economicamente fare una cosa così breve. E io sono qua che rischio di mangiare il panettone senza sapere se dentro la calza troverò un carbone chiamato “disoccupazione”.

Questo scrivevo a una mia amica meno di una settimana fa. Poi Babbo Natale ha deciso di passare in anticipo, e giovedì all’ora di pranzo mi ha fatto trovare un nuovo contratto. Un nuovo contratto di due mesi, pari alla proroga che abbiamo ottenuto. Pari alle uniche cose che ci hanno concesso dall’alto. Pari al tempo che mi servirà per cominciare a sguinzagliare curriculum. Ma adesso no. Adesso vi saluto. Ho le lenticchie che mi aspettano. Dicono che portino pure fortuna. Oltre lo squaraus.

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4 Risposte to “Un contratto sotto l’albero”

  1. Gine di Girati martedì, 7 gennaio 2014 a 15:01 #

    Lo squaraus avresti potuto anche inscatolarlo e mandarlo ai grandi capi per Natale!

    Mi piace

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