Meno male che non mi vesto di rosso

15 Nov

Ci sono giorni in cui lo senti. Giorni in cui ti manca qualcuno e non c’è niente da fare. Giorni in cui avresti davvero bisogno di avere una certa persona al tuo fianco. Senza se. Senza ma. Non ti serve nessun altro.

Ad esempio Noè. A volte ti svegli e ti domandi dove cazzo sia. Lui e la sua fottutissima arca. Che a Milano quando piove ti s’allagano pure le mutande, e l’incontinenza non c’entra proprio una mazza. Le strade sono come groviera, e quel che è peggio è che sono così pure i marciapiedi. La missione del pedone? Non tanto quella di tener saldo l’ombrello appena comprato dal cingalese all’angolo (colui che a onor di business trasforma le rose in fragili marchingegni anti-pioggia in un battibaleno ), ma il non farsi travolgere dalle onde anomale provenienti dalla carreggiata. Che le auto passano, sfrecciano. E ti schizzano come fossero moto d’acqua. I jeans blu diventano neri in un attimo.

Su Facebook leggo i post di persone che maledicono queste nuvole gonfie, ma soprattutto questa città e i suoi automobilisti impazziti. Io no. Io cammino nascondendomi tra i milioni di macchine parcheggiate. Quando aspetto il tram mi riparo dietro le pensilina in plexiglas per non farmi sporcare. Ho imparato a schivare, saltare, evitare ostacoli. Se mi mettessi anche a raccogliere monete potrei spacciarmi per Super Mario.

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