Tu che guardi troppi film

14 Ott

Ciao, mi dice lui fermandomi lungo il piazzale che attraverso tutte le mattina.
Ciao, gli rispondo io per cortesia nonostante il ritardo di sempre.
Lo conosci questo simbolo?, mi chiede mostrandomi una specie di cartoncino dalla sua mano. Sopra, stampato, c’è un nastro rosso.
..Di vista, gli dico con fare evasivo.
Cosa studi?, mi domanda lui come se dovessi per forza essere un universitario soltanto perché quello su cui stiamo poggiando i piedi è il piazzale del Politecnico.
Io lavoro, gli rispondo con fermezza. E con un po’ di spocchia, diciamolo.
Ah! E che lavoro fai?, mi chiede incuriosito da me, strano animale mitologico che mentre va a lavorare passeggia tra studenti e studentesse (soprattutto studentesse).
Sono giornalista, rispondo aumentando il dosaggio. Il dosaggio della spocchia.
Ah. Di sport?, mi chiede lui come se il mondo fosse tutto Gazzetta e Processo del lunedì.
No. Televisione, gli dico io con la solidità di un tubo catodico.
Ah! Senti. Io raccolgo fondi per la lotta all’Aids, mi dice arrivando al dunque. E aggiunge: Mi raccomando, tu che sei giornalista. Trombatele tutte. Ma usa il preservativo, eh.

La fiction, signori. La fiction ci distruggerà. Crea aspettative enormi. E poi guarda tu che roba.

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