Vener(e)dì

27 Set

Il venerdì, si sa, è una piaga sociale. Non si allarmino quelli di Repubblica, non sto parlando del loro illustre settimanale. E’ proprio il giorno, il giorno della settimana a essere problematico. Perché è la vigilia di un weekend di ristoro, ma il fatto di saperlo fa sì che si trasformi in una giornata lavorativa che sembra non finire mai. Più delle altre. Perché vorresti arrivasse presto sera, ma così non è. E allora in pausa pranzo tanto vale staccare. Tanto vale andarsi a prendere un caffè tra colleghi e parlare d’altro. Va bene tutto, purché non sia lavoro. Tutto, davvero.

Quasi.

Ero l’unico uomo. L’unico esemplare di sesso maschile, oggi, seduto in quel cazzo di bar. La morale è: mai più. Però guardiamo il lato positivo. Ora so tutto di pupi che piangono la notte, unghie finte e smalti semipermanenti. Se mai vorrò cambiare sesso avrò già acquisito i fondamentali.

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3 Risposte to “Vener(e)dì”

  1. unfaronelbuio venerdì, 27 settembre 2013 a 19:11 #

    strano, nessuna che ha messo in mezzo il sesso una volta?

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