Cronache di un cronista fuori sede

23 Set

C’è qualcosa di perverso, nel lunedì. Nel suo non essere più sabato e non più domenica. Nel suo non essere mai come certi sabati né come certe domeniche. Nell’irripetibilità, al tempo del feriale, delle cose che ti hanno allietato nel weekend. E c’è qualcosa di perverso pure nella gente in treno che parla a voce alta quando il sole è ancora un presagio lontano. Ché la notte fuori impera, il sonno pure, quindi vedi de annàttene. Persone che poi litigano per un posto a sedere, perché Trenitalia ha scelto di collegare il centro e il nord dello Stivale con vagoni dove non c’è spazio per i bagagli, e i cui sedili sono palesemente destinati a culi mignon.

Vicino a me c’erano due ragazzi. Arrogantelli, sì, ma l’ometto che li voleva costringere a togliere di mezzo i loro trolley per poi sedersi lui lo era molto di più. I due stavano andando a Ibiza. L’aereo? Da Bologna. Ma per arrivarci si sono ritrovati nel treno di Polly Pocket, dove non hanno potuto far altro che appoggiare i bagagli sui sedili a fianco. Quando le carrozze si sono riempite di pendolari, però, qualcuno ha svalvolato. Un tizio, un cicciottello sulla quarantina, voleva a tutti i costi che spostassero chissà dove le loro cose, oppure che pagassero il biglietto per il suolo occupato. Loro gli hanno fatto notare di non avere alternative, allargandosi ancora di più e appoggiando i piedi laddove il tizio si sarebbe voluto sedere. Lui ha risposto prontamente che quello di non saper dove mettere la roba è un loro problema. A quel punto un ragazzo romeno che stava assistendo alla scena si è alzato in loro difesa. Per fargli notare che i due erano saliti ben prima di lui, e per ricordargli, semmai non l’avesse capito, che i portabagagli sopra, data l’altezza, erano al massimo dei porta-piadine. Risposta pronta e secca anche per lui: Qua funziona così. Potevi anche non venire in Italia. Il romeno si è alzato di scatto, ha praticamente scavalcato la ragazza di colore seduta al suo fianco e ha cominciato a insultarlo in napoletano. Ho temuto vertebre rotte e fiotti di sangue. Li ha divisi il controllore, anche lui un ragazzo, che poi si è dovuto sorbire tutta la frustrazione del cicciottello rompipalle: vedendo che non era intenzionato a far pagare il biglietto doppio ai due ragazzi ha voluto il suo nome e cognome per presentare chissà quale reclamo.

In tutto questo caos c’ero anche io. Me ne stavo lì a mezzo metro. Facevo finta di dormire e usavo i miei bagagli come coperte. Nessuno avrebbe mai avuto il coraggio di scoprire un povero cronista infreddolito.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: