Fa molto più male

8 Apr

Il silenzio stampa uccide. Il giornalismo italiano si è messo il bavaglio per rispettare i quattro colleghi trattenuti in Siria, perché parlare potrebbe compromettere le trattative in corso. Ma sì, il silenzio stampa uccide. Uccide chi attende, senza ammazzare il tempo che nel frattempo scandisce l’attesa. Perché chi aspetta notizie ha l’impressione che le ore non scorrano. Che non si muovano. Come fossero mare, sì. Mare in foto.

Io fremo. Fremo dalla voglia di sapere che succede. Dalla voglia di sentirmi dire che sono in salvo. Tutti. Per me questa non è la classica notizia. Non è il solito strillo da prima pagina. Purtroppo non è la prima volta che accade. Non è la prima volta che dei cronisti pieni zeppi di coraggio s’inoltrano oltre il consentito e finiscono nelle mani sbagliate. Ma questa, sì, in un certo senso è una prima volta. Almeno per me.

Conosco uno dei quattro. Lo conosco di persona. E quand’è così fa molto più male.

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