Il pupazzo di neve non si mangia

14 Dic

Ritrovarsi le macchine bianche e non accorgersi di nulla. Ritrovarsi che è mezzanotte e qualcosa, e accorgersi di poco o nulla. Ritrovarsi a essere soltanto un numero, e non accorgersi di nulla. Ritrovarsi a smettere, a smettere di ritrovarsi. E non accorgersi di nulla.

La neve bianca scende per coprire il grigio. Diamo la colpa alla città, ma no, non è Milano. Siamo noi ad aver perso i colori. E non è stato Dio a sbagliare candeggio. Siamo lo specchio della nostra pochezza, l’espressione di una vana forma di disumana umanità. Siamo piccioni in attesa di un pane stantìo. Le brioches se le terranno per loro. Tutt’al più, diranno, che mangino la neve.

Tra poche ore sarà il mio Maya-Day, quello in cui saprò se c’è ancora un contratto per me. Io so di aver fatto il mio dovere. Me ne sto qua, con l’orgoglio in una mano e la dignità nell’altra. E non ho nemmeno un po’ di ansia.

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Una Risposta to “Il pupazzo di neve non si mangia”

  1. icittadiniprimaditutto venerdì, 14 dicembre 2012 a 11:23 #

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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