No freelance, no party

2 Ago

Sono in redazione da due settimane e mezzo, e già mi son visto passare davanti ben tre compleanni. Non miei ovviamente, altrimenti la storia delle due settimane e mezzo non starebbe in piedi. Prima la direttrice, ieri Insu Lina, oggi uno dei grafici. Domani chissà, forse la cingalese che viene a fare le pulizie mentre io ancora scrivo. Ma non è colpa sua. Sono io che sono un tira-tardi, e per questo ultimamente mi trova quasi sempre lì. Prima lo ero per fancazzismo. Adesso lo sono per tutt’altri motivi. Sono finito fuori tempo (dicono), ma questa è un’altra storia.

M’avevano detto che lavorare sarebbe stato tutt’altro che una festa. Balle. Qua è tutto un torta e spumante. C’è stata persino la cocomerata di metà pomeriggio, e l’ipotesi grigliata prima dello stop ferragostano è stata tutt’altro che scartata. Sembra la cazzata che ho scritto sarcasticamente qualche tempo fa, piena zeppa di calore e di prelibatezze, e invece è tutto vero. Così com’è vero che lavorare, in realtà, è una gran bella festa.

Balle. Di nuovo. Stasera la grafica simpatica (prima o poi troverò un soprannome per tutti, datemi tempo) mi ha guardato e mi ha detto: Kronny, non hai più la faccina di quando sei arrivato! …E chi sono? Un’emoticon trasformista?! Mi sono sentito come logorato dall’impegno, solcato dalla fatica, spento dallo stress e dalle troppe ore trascorse di fronte allo schermo di un Mac. Ok, non esageriamo. Ma l’ipotesi festa, compleanni a parte, è del tutto archiviata.

Prima di cena ho ripensato al me di neanche venti giorni fa. La mia settimana era bella intensa. Al mare dal lunedì al giovedì. E il venerdì pure, ma con l’iPhone sempre in mano in attesa dei pezzi che mi avrebbero guastato il weekend, lavoretti che comunque uno straccio di pagnotta me l’avrebbero fatta portare a casa. Adesso la pagnotta me la guadagno giorno per giorno, lontano dalle onde e dalla salsedine (ma non dalle zanzare, quelle della Metropoli a Gas sono T-Rex drogati di Red Bull). Me la conquisto concedendo al lavoro quasi l’esclusiva del mio tempo. Ché la sera torno stanco, bisognoso di cucinare, di lavare i piatti come un vero uomo. E la mezzanotte arriva rapida come un Fecciarossa su per il deretano.

Non ho rimpianti. Sono qui per farmi le ossa, e dico la verità, ci sto pure bene. Solo che non sono abituato. Sono uno che s’impegna, sì, ma il lavoro con la elle maiuscola è un callo che ti fai con il tempo e con la fatica. Sono qui per farmi le ossa, sì, me lo ha ricordato ieri sera mia madre dall’altra parte della cornetta. Certo mamma. Ora che non sono più freelance, però, mi sto riempiendo così tanto di latte che mi spunteranno nuove ossa pure sopra i capelli.

Sì, mamma. Ci manca solo che divento cornuto.

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2 Risposte to “No freelance, no party”

  1. icittadiniprimaditutto giovedì, 2 agosto 2012 a 10:39 #

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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  2. itesoridiamleta giovedì, 2 agosto 2012 a 11:17 #

    ciao, piacere di conoscerti. Capisco il tuo stato d’animo. Una cosa è scrivere accanto al mare, scegliendo i momenti migliori, e tutt’altro scrivere chiuso in un ufficio. Effettivamente il salto è stato di qualità ma si sa, il mare è il mare 🙂

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