Delirio di fine estate

3 Set

Ho un muscolo contratto perché senza contratto. Una parte di me che scalcia senza trovare l’obiettivo. Scatto una foto alla mia vita con l’obiettivo di darmelo, l’obiettivo. E l’obiettivo della macchina mi dice che la macchina non va. La macchina son io. Devo guidare di più.

Vi narro che non narro quanto potrei narrare. Che corro verso una meta che non è neanche la metà della meta intera che vorrei. Della mela intera che vorrei. Ma non siam mica alla frutta, sicché vi narro che posso narrare più di quanto narro, e che narrerò come il cronista impazzito della fantasia più spinta. Mi spingo oltre me stesso, rimetto in moto il mio muscolo contratto anche senza contratto. Vi racconto quel che conto che conti, quel che credo possa contare nella matematica di un vivere in cui dare i numeri non è sempre la soluzione del rompicapo. Mi rompo il capo, io che un capo non ho. Me lo svuoto perché pieno di me. Scriverò. Narrerò. E se non lo farò sarà stato soltato un delirio di fine estate.

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