Il bello della diretta

5 Giu

ATTENZIONE: PRIMA DI LEGGERE RICORDATI CHE DOMENICA 12 E LUNEDI’ 13 GIUGNO HAI UN APPUNTAMENTO CON LA CABINA ELETTORALE. SII GALANTE, NON MANCARE.

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E dire che era quasi fatta. Erano le due di notte. Dopo il mio spuntino notturno mi sono piazzato davanti alla tv. Ho fatto partire la partita (come ha fatto a partire se era già partita?!), la seconda replica di gara 2 delle finali Nba appena andata in onda su Sky Sport. Avrei voluto registrare direttamente la diretta (e se è diretta la si registra direttamente per forza..), ma il 2 giugno ero troppo impegnato a scrivere cazzate sul blog per riuscire a programmare correttamente il decoder. E infatti avevo registrato l’ennesima replica di gara 1, la partita precedente, e ho dovuto rimediare puntando tutto sull’ultima replica del giorno dopo. Poco male. Forse.

Ho rischiato ancora una volta di sapere in anticipo come sarebbe andata a finire, inciampando su uno status sospetto da parte di un collega della scuola di giornalismo che vagava sulla homepage di Facebook (lo status, non il collega, non è mica il Tagliaerbe!). Durante la giornata di ieri mio padre non ha avuto occasione di conoscere il risultato, così non ho nemmeno dovuto sedarlo per evitare che me lo anticipasse (era a casa per via del ponte, e comunque la sera si “seda” da solo sul divano a mo’ di pachiderma sbronzo). Mentre il fucile del cecchino che ho assoldato è ancora puntato sulla tempia sinistra del mio ex-allenatore. Insomma, tutti i pezzi erano al loro posto. Avevo fatto le mie mosse e tutto sembrava perfetto. Bene. Forse.

Ho fatto partire la partita (…). La registrazione l’ha presa un po’ larga, partendo dagli ultimi minuti dell’ennesimo successo di Siena nel campionato di basket italiano. Ho mandato avanti veloce. Ho visto la pubblicità. Poi ho visto immagini che erano palesemente di Nba, e pensando che fosse una specie di introduzione al match ho ripristinato la velocità normale e con essa anche l’audio. No. Sbagliato. Era la pubblicità di gara 3, e ho sentito quello che non devo sentire. …itolo è molto vicino, ma Dallas è pronta a stupire il mondo.

Tragedia. Putiferio. Ho pensato. Ho realizzato. Ho battuto i pugni sul divano più e più volte, consapevole di aver saputo il risultato ancora una volta prima di vedere la partita. Ho capito di esser stato tradito dalla superficialità di Sky, che allo scopo di presentare quello successivo aveva mandato in onda uno spot a tradimento lasciando trapelare il risultato dell’incontro la cui replica doveva ancora cominciare.  I Miami Heat avevano vinto soltanto una partita, all’interno di una serie al meglio delle sette. Questo significa che l’ambìto anello è loro soltanto se ne vincono quattro, avversari permettendo. Detto questo, per quale motivo la voce fuoricampo avrebbe dovuto dire che una squadra è vicinissima al titolo se non perché ha vinto anche il secondo round? Ho fatto uno dei miei soliti due più due. Il risultato? Il solito fottutissimo quattro. E l’inevitabile decisione: dalla gara 3 di stanotte, addio al brutto della differita e via al bello della diretta. Anche se a questo punto temo di addormentarmici davanti, e di sognarmi Beppe Signori che esce dalla Snai e che mi dice come va a finire ancora prima che finisca.

Nemmeno il tempo di rendermene conto, ed ecco cominciare la replica. Anticipazioni in studio con tanto di statistiche. Da un 2 a 0 nella serie, nella storia della Nba soltanto tre squadre sono riuscite a rimontare.

Ritragedia. Riputiferio. Ho ripensato. Ho rirealizzato. Ho ricapito. A forza di piacchiarlo ho trasformato il mio divano in un blocco di emmenthal ricoperto di stoffa. Anche qui mi sono chiesto per quale motivo il giornalista di Sky avrebbe dovuto ragionare su certe statistiche senza un motivo valido. Insomma, era la riprova di quello che avevo sentito con la coda dell’orecchio. I Miami Heat avevano vinto anche gara 2.

Fischio d’inizio. Depresso e demotivato mi sono messo a guardare quei dieci stronzi che corrono a destra e a sinistra per cercare di infilarla nel buco. Sapendo già il risultato tanto valeva guardarsi un porno, in fondo lo scopo del gioco è lo stesso. Ho provato addirittura a fingere di non aver capito. Mi sono detto che comunque non si sa mai, che non è ancora detta. Ma più ragionavo su quello che avevo sentito e più mi rassegnavo.

Piccola altalena di vantaggi e di svantaggi, di parziali e di controparziali. La morale della favola è che Miami ha dominato alla grande. L’esplosività delle schiacciate di Wade e James contro i giochi mosci e le palle perse di Nowitski e compagni. A tre minuti dalla fine gli Heat vincevano di 15, e sia in campo sia in panchina tirava già aria di festa.

Tutto sbagliato. La festa era sbagliata. I miei due più due erano sbagliati, perché per una volta avevano fatto cinque. Miami si è spenta improvvisamente.  Attacco debole e improduttivo, Dallas che comincia a segnare. Prima la parità, poi il canestro decisivo del gigante tedesco che ha decretato l’incredibile disfatta degli Heat. Serie sull’1 a 1, altro che titolo molto vicino. A quel punto ho capito che la voce fuoricampo non era stata poi così stronza. Ho capito che nello spot si parlava di gara 3 basandosi soltanto su gara 1, anche se quel molto vicino suona ancora molto strano. E ho dedotto anche che l’anticipazione dallo studio di Sky voleva soltanto dare un po’ di numeri, magari depistando a dovere lo spettatore. Ben fatto dottor Mamoli, Kronakus non c’aveva proprio capito un cazzo. Sul tiro allo scadere da parte di Nowitski mi sono messo le mani tra i capelli e sono rimasto a bocca aperta per lo stupore. Sembravo una puttana d’alto bordo a fine turno, anche perché si erano ormai fatte le cinque del mattino. Lo stesso orario che farò anche per guardarmi gli altri incontri delle finali. In diretta, però.

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ATTENZIONE: PRIMA DI ANDARTENE RICORDATI CHE DOMENICA 12 E LUNEDI’ 13 GIUGNO HAI UN APPUNTAMENTO CON LA CABINA ELETTORALE. VEDI DI NON FARLA SOFFRIRE DANDOLE BUCA, BRUTTO BASTARDO!!

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3 Risposte to “Il bello della diretta”

  1. cosima lunedì, 6 giugno 2011 a 20:51 #

    …avresti dovuto spegnere la tv e concederti un buon sonno ristoratore :))

    P.S. non sarò nè galante,nè bastarda…sarò me stessa,voterò i miei 4 si e starò attenta a non mettere le schede una sopra l’altra poichè sono autoricalcanti e rischierei di annullare il voto. Ricordiamolo a tutti!

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Trackbacks/Pingbacks

  1. Il bello, il brutto, il cattivo « Le fatiche di KronaKus - giovedì, 9 giugno 2011

    […] metà del gusto. Credo sia normale. Come credo sia normale non poterne più di questa sfiga. Dopo il bello della diretta e, ancora prima, il brutto della differita, ora spunta pure il cattivo. Il bello, il brutto, il […]

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