Ripassa dal via

5 Apr

Ultimamente mi sto appassionando al ping pong. Il problema è che a quanto pare non sono l’unico. Anche i titolari di indagini e i centralinisti dei ministeri sono stati contagiati da pallina e racchette. E il problema, quello vero, è che la pallina sono io. Mi stanno passando di mano in mano, di telefono in telefono, di racchetta in racchetta. Ho bisogno di parlare con un ometto che sta conducendo delle indagini da cui potrebbe emergere qualcosa di interessante, qualcosa che sia degno di un articolo. Dopo l’esame da professionista andato a buon fine ho assolutamente bisogno di riprendere il filo. Un filo che a ogni passo sembra potersi spezzare.

Come sveglia ho una suoneria che fa il verso dell’oca, quello che sembra essere diventato il mio animale-totem. Perché è proprio così che mi sento, a fare il giro dell’oca di casella in casella a caccia di aria fritta. Il titolare dell’indagine in corso non parla senza l’autorizzazione di un suo superiore. Mi dà un numero, dice che è dell’ispettorato e che devo chiedere dell’ufficio stampa. Mi risponde il ministero competente, ma visti gli attuali risultati io ci metterei pure il prefisso in. Parlo con i “colleghi”, cioè gli addetti stampa, cioè i pi-erre di turno per conto di chi gli paga le bollette (non per sminuire la categoria, ma il loro non è un lavoro giornalistico in senso stretto).

Questo è accaduto una decina di giorni fa. Mi hanno chiesto nome, cognome, testata (ahio, che botta) e numero di scarpe. Mi hanno detto che mi avrebbero richiamato. Il mio telefono è stato muto per tutto il tempo. Il primo Charlie Chaplin era molto più loquace. L’unica cosa che ho sentito è stata ogni mattina quella cazzo di oca, a svegliarmi in orari non troppo decenti, ma abbastanza utili per annegare i miei sensi di colpa dovuti a un fancazzismo che non può continuare oltre.

Ho richiamato poco fa. Ho parlato con la stessa pi-erre dell’altra volta, che mi ha detto che loro dell’ufficio stampa non possono autorizzare un bel niente. Dirlo prima avrebbe contribuito a non farmi saltare i nervi, sì sì. Ma così non è andata. Ho dovuto richiamare io. Fanculo. Ma così è. La richiameremo, le faremo sapere. In questi casi la richiamata è più improbabile che dopo un colloquio di lavoro presso un’azienda in fallimento. E non finisce qui. La ragazza mi ha suggerito di sentire il capo di gabinetto. La volevo mandare a cagare, tanto per restare in tema. Comunque ho provato. La segretaria mi ha detto che è occupato. Che disdetta, a me nemmeno scappa e mi tocca pure fare la fila.

Io barcollo ma non mollo. Però sono sempre più convinto di star inseguendo qualcosa di molto simile al vuoto cosmico, per di più inciampando in complicazioni burocratico-istituzionali non da poco. Ho deciso di ricontattare l’associazione locale che mi ha dato la soffiata.  Nell’attesa tiro i dadi e vedo che succede. Speriamo di non dover ripassare dal via.

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