Il mio primo contratto

1 Dic

Alla fine è successo. Sono tornato dalla Città delle Pizze Gommose con un grosso bottino. Un bagaglio di fantasia, direbbe Jovanotti. Ed è come l’Apocalisse, la fine di un mondo e l’inizio di un altro. E’ l’11 settembre del lavoro a scrocco. Per chi vuole fare questo mestiere è il momento alpha. Il primo contratto. O come preferisco chiamarla io, la prima promessa di pagamento.

E’ che di voci ne girano tante, e neppure il giornale che si appresta a pagarmi (ah sì?!) gode di ottima reputazione in quanto a puntualità e correttezza negli esborsi. Certo la situazione non è come agli esordi miei e di questo blog, quando il Capo mi dette cento miseri euro per due mesi di lavoro full-time. E non si tratta nemmeno dei cinquanta euro al pezzo preannunciati un mese fa dal direttore-dispensa-promesse, ma ora ho quantomeno uno straccio di prospettiva. Che in tempi duri come questi non è proprio una cosa da buttare.

Ora la palla passa a me. Tutto, o quasi tutto, dipenderà dalla brillantezza delle mie proposte, e dai buchi in pagina di un quotidiano bello ma smilzo. Ora posso ricominciare a proporre articoli. Ultimamente avevo mollato un po’ la presa, e l’avevo fatto di proposito. Vuoi perché ho avuto una serie di impegni extra, vuoi perché devo anche studiare per cercare di entrare nell’Albo dei professionisti, e vuoi perché non volevo rischiare di lavorare gratis. Ho aspettato questo primo contratto, questa prima promessa di pagamento, per rimettermi giù di buona lena. E si ricomincia subito. Tra circa tre mesi (prima non pagheranno) vedremo chi è stato più furbo, se io ad aspettarli o se loro a tenermi stretto con l’illusione del compenso. Ma in compenso il contratto è la prima pietra della mia nuova casa, una casa che fa rima con futuro e con lavoro retribuito. Ma lo spauracchio della prestazione gratuita, incubo che attanaglierebbe anche la migliore tra le escort di palazzo, morirà soltanto quando nel mio portafoglio sgualcito e sottopeso ci finirà qualche quattrino che non proviene dalle tasche di chi mi ha messo al mondo.

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Una Risposta to “Il mio primo contratto”

Trackbacks/Pingbacks

  1. Il gallo del malaugurio « Le fatiche di KronaKus - giovedì, 17 novembre 2011

    […] Che sarò pure ingenuo, ma non al punto da non capire che tirava una cattiva aria ormai da tempo. Un anno fa mi sono imbarcato con loro. Oggi mi mancano all’appello la bellezza di duecento euro. […]

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