Imbavagliami il culo

6 Lug

Il bus era carico di ogni gente. Facce di tante colori, ma le magliette sotto parlavano molto di più. La donna “orange” con il gattocomunista di vauriana memoria mi ricordava dove stavo andando, a bordo di quel 30 nella giornata più calda dai tempi del Sahara. Figuriamoci: i termometri scoppiavano, non potevamo non incazzarci con chi stava tentando di sbarrarci una delle nostre ultime prese d’aria. Con un pezzo di stoffa, un fazzoletto. Un bavaglio. Direzione Piazza Navona, a rappresentare me stesso nel giorno dei dissidenti in rivolta. Una rivoluzione pacifica. Finito il tempo dei silenzi, la piazza si agita e si raduna di fronte a un palco carico di colleghi incazzati e di artisti incazzosi. La città è solidale, diamogliene il merito. Una ragazza ha sfidato le barriere architettoniche. Voleva salirci su, dalla fermata della grande piramide romana, ma non c’erano vie di entrata in quel bus così simile all’inferno. Ma dal girone dei gentili si sono mosse mani e braccia. L’hanno caricata di peso, sulla sua carrozzella a motore. Così è entrata, ed eravamo tutti. Tiziana Ferrario, aspettaci: stiamo arrivando.

Appena usciti è stato come smettere di boccheggiare. Cento metri e la piazza era lì. Come sempre ero in ritardo, la manifestazione era cominciata da circa un’ora e mezzo, ma col senno di poi ho capito di essere arrivato nel momento migliore. La piazza non era strapiena come me l’ero immaginata. Ma nonostante tutto era un trionfo di palloncini, bandiere, cartelli e gente imbavagliata, a incarnare come manichini semoventi il dramma sociale in corso d’opera.

Qualcuno ha visto Di Pietro nei paraggi. Io no, ma ho scattato una foto a un uomo con la bocca coperta e vestito come uno di quegli uomini-panino che in America, anni fa, facevano pubblicità per le strade a negozietti e venditori di cheeseburger. “Di Pietro manifesta contro la legge bavaglio, ma diffida l’editore Koinè dal pubblicare il libro su di lui!!!”, il monito stampato sull’uomo-cartellone. Difficile capire se si trattasse di un infilitrato di sponda blu, o più semplicemente di un manifestante con uno spirito critico troppo critico per accontentarsi di una protesta a senso unico. Di certo ho trovato inopportuni tutti quegli stendardi politici, quelle bandiere di partito che hanno finito per snaturare la festa della libertà, per dare un orientamento ideologico alla battaglia più bipartisan dagli albori della democrazia.

La ragazza sul manifesto ufficiale, con la pelle fatta di giornali e la bocca zittita da mani gialle che ricordano il mostro altrettanto giallo di Sin City, assomiglia tantissimo a una persona conosciuta nel Paese dei Polpacci. Stessi capelli, stessi occhi netti e penetranti nonostante le apparenze. Sul palco un susseguirsi di vip dell’ideologia, giornalisti e uomini dal pensiero più laterale di quanto la vita da cronista spesso conceda. Grandi risate per l’intervento telefonico di Dario Fo, che ha esortato i presenti a ignorare il Mister, che in fondo è soltanto un uomo e, poverino, sta vivendo un momento difficile fatto di spaccature politiche e di ex-mogli da risarcire. Più carogne di quei gattocomunisti, cribbio!

Mi sono divertito a immortalare con scatti e filmati quella passerella di pensatori in rivolta, ma soprattutto a mettere nell’obiettivo gli uomini e le donne (soprattutto le donne) della folla. Le loro stranezze, i loro fazzoletti ad altezza bocca come banditi armati di pensiero libero, incazzati contro lo sceriffo che ha scelto il silenzio coattivo come strumento di (auto)difesa.

Molti erano muniti di qualcosa, qualsiasi cosa. Dai cartelloni alle solite bandiere della politica invadente, ma anche di quei post-it che stanno facendo il giro della Rete. Mi sono sentito nudo, e francamente, visto il caldo, l’idea non mi sarebbe nemmeno così dispiaciuta. Avrei voluto manifestare il mio dissenso al di fuori degli applausi e dei miei occhiali scuri da finto uomo duro. Avevo bisogno di un simbolo, di un gesto, di qualcosa che mi facesse sentire parte di quella piazza. Oltre la condivisione della materia prima, oltre le idee in comune, insomma. Mi sono incollato un post-it impertinente, trovato per terra, calpestato da mille piedi e ormai privo di quasi tutta la sua colla. Ho lottato per farlo stare sulla mia maglietta color cacca, ma niente da fare. E’ ancora nella mia borsa, a mo’ di souvenir dell’evento. Poi la svolta. Un signore di una certa età mi si è avvicinato nel bel mezzo della calca. “Devo andare via, lo vuoi?”. Mi stava spacciando un cartellone con su una scritta che alludeva al legame tra bavaglio e mafia. C’ho pensato un po’, ma poi mi sono convinto che nonostante il caldo asfissiante fosse il momento di vestirsi. “Sì, grazie”. La sua incazzatura era appena diventata la mia. In mano avevo il suo cartellone. Buffo scoprire a distanza di giorni che un’oretta prima gli avevo pure fatto una foto da lontano. Da quel momento la gente ha cominciato a fotografare me, a fermarsi per leggerne il testo. Mi sono sentito quasi come uno di quei vip dell’ideologia che sfilavano sul palco. Ma non potevo competere con loro, come bagaglio culturale né come spessore. Tantomeno con il grande ospite a sopresa. La Ferrario se l’è tirata un po’, e col senno di poi posso dire che si è giocata bene le sue carte. Perché quando è apparso Roberto Saviano è come se il mondo si fosse fermato. Il mio sì, perlomeno. Avevo di fronte a me l’eroe degli anni 2000 (mica un pivellino come Mangano, su!!), e mi sono sentito come un giornalista-bambino nel giorno del suo compleanno, davanti al regalo più bello. Come l’allievo che incontra il maestro dei maestri, non perché abbia granché da insegnare, ma perché è il coraggio fatto carne. Il dovere del racconto oltre il vizio del compromesso.

Annunci

Una Risposta to “Imbavagliami il culo”

Trackbacks/Pingbacks

  1. Tweets that mention Imbavagliami il culo « Le fatiche di KronaKus -- Topsy.com - mercoledì, 7 luglio 2010

    […] This post was mentioned on Twitter by KronaKus. KronaKus said: https://kronakus.wordpress.com/2010/07/06/imbavagliami-il-culo/ http://fb.me/szji19y0 […]

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: