Quella precoce nostalgia

5 Gen

Sono a metà di una pausa lunga quanto clamorosa. Un mese di sosta dalla scuola di giornalismo, da spendere facendo uno stage oppure in nome del dolce-far-niente. Ho scelto la seconda opzione. Ma non per pigrizia. Ci sono questioni private che resteranno tali. Che non rivelerò. Ma lo giuro, è in funzione di quelle che ho evitato di allontanarmi troppo da casa durante le feste. Oltre al fatto che partire da zero in una redazione e restarci non più di un mese scarso significa farsi ricordare dai colleghi a malapena per nome e cognome. Figuriamoci per meriti.

Così sono rimasto nella mia amata città. Sì, io amo il posto in cui sono nato. Un po’ meno i suoi abitanti (e questo forse l’ho già detto), ma sì, a me la Baia delle Zanzare piace davvero tanto. Troppo. E non sono l’unico a pensarla così.

“Questa è la città più bella del mondo!”. Non l’ho detto io. Non l’ha detto il nostro sindaco paraculo. Non il tg locale né la stampa asservita all’assessorato al turismo. A dirlo è stato il venditore di cornetti che tutte le notti attrae tanti miei giovani concittadini, ingozzandoli di bombe giganti e paste farcite con ogni cosa. Lui ha girato un po’ l’Italia. Da qualche mese vive qua, e si è innamorato della Baia delle Zanzare. Tant’è che dice di non volersi muovere. Qua non manca nulla. Il posto non è troppo grande né troppo piccolo. La gente è cordiale (dice). E’ facile spostarsi. E poi si lavora bene. I ragazzi escono e tornano tardi. E nei fine settimana fanno tappa nella sua cornetteria per riempirsi la pancia e guastarsi il sonno prima di coricarsi. Me compreso. Che venerdì notte, tornando dal pub, mi sono fermato da lui per una treccia crema e cioccolato, e che durante una chiacchierata sono rimasto colpito dalle sue parole. Sono stato assalito da una precoce nostalgia, al pensiero che il mestiere di giornalista, probabilmente, mi porterà lontano da qui, dove il lavoro scarseggia.

Mi vedo già in altri lidi, e forse andrà proprio così. Ma intanto mi godo la mia città. Me la spupazzo come fosse la mia ragazza. E le dico che se mai dovremo salutarci, non sarà certo un addio.

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3 Risposte to “Quella precoce nostalgia”

  1. io martedì, 5 gennaio 2010 a 12:58 #

    La Baia delle Zanzare…
    Ricordo una passeggiata lungo un canale (che fantasia, la mia: un canale, ad agosto, nel tardo pomeriggio) che, più che una passeggiata, si rivelò una fuga da branchi di zanzare inferocite.
    Non riesco a togliermi dalla mente la sensazione di “parentesi” che avvolge quel breve periodo della mia ultima estate. Una parentesi di ovatta, qualcosa di anomalo, un disagio durato molto più a lungo di quei pochi giorni. E la Baia delle Zanzare era il centro del Big Bang silenzioso che ha pennellato d’ombra i miei chakra.
    Proposito del 2010: NEVERMORE.

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  2. Nerista venerdì, 8 gennaio 2010 a 15:47 #

    «La stampa asservita all’assessorato al turismo»? Occhio a ciò che scrivi: in futuro potrebbe tornarti indietro.
    Non sai nemmeno fare il giro di nera, cosa voglia dire fare sul serio la vita del giornalista al di là di quella teoria che leggi sui libri, così come costruirsi un’agenda di fonti, e già ti permetti di affermare una roba del genere? Vacci piano, ragazzino, che dai colleghi più esperti hai solo da imparare e sperare di apprenderne la professionalità.

    Il nerista di un quotidiano della “Baia delle zanzare”

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  3. kronakus venerdì, 8 gennaio 2010 a 21:18 #

    mai messo in dubbio, caro nerista.
    dove ho scritto di essere io migliore dei “colleghi più esperti”? da nessuna parte.

    per il resto scrivo quello che vedono i miei occhi. questo è un po’ diario e un po’ fiction. nel senso che parte da quello che vedo e che vivo, poi i toni li decido io. se parlo di “stampa asservita all’assessorato al turismo” pecco forse d’imprecisione, perché generalizzo, e questo sarebbe un errore fatale se l’avessi scritto in un articolo. perché in realtà non tutta la stampa locale lo è. ma se ho generalizzato è in nome della sintesi (il post non era sulla libertà di stampa nella mia città, ma su ben altro).

    se però l’ho scritto è perché da parte di qualcuno è questo che vedo. sbaglio? forse. ma finché non faccio nomi (e mai mi permetterò di farli, non sono qui per puntare il dito contro qualcuno) non vedo il problema.

    per il resto non confondere il sarcasmo con l’immodestia. te lo consiglio, o rischi di travisare tutto quello che leggi qua dentro.

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