Cronisti sull’orlo di una crisi di nervi (2)

6 Ott

In questa nuvola di fumo che chiamano redazione c’era qualcuno che ancora non fumava. E’ un via vai continuo, tutti escono in terrazza con il chiaro intento di annerirsi i polmoni. Continuamente. Tutti tranne lui. L’altro pezzo di pane della combriccola. Niente popò di meno che il direttore.
Ma questo fino a una settimana fa.

Alle riunioni proponeva e ascoltava proposte. Non impartiva ordini, stabiliva soltanto le linee guida. O poco di più. E scherzava, scherzava tanto. E faceva pure ridere. Un po’ sboccacciato, e fin troppo cinico. Forse era nascosto lì, il suo essere divertente. Lui lanciava l’amo, poi si schiariva la voce. Quasi fosse il segnale per ridere. O forse la manifestazione di un desiderio: quello che qualcuno reagisca a quel suo vermicello di ironia.
Ma questo fino a una settimana fa.

Durante i pomeriggi di telefonate e di parole scaricate sui monitor, girava per i computer come un fantasma buono. Lo vedevi e non lo vedevi, ma lo sentivi borbottare cazzate che oltre a distrarti ti facevano ridere. Come un Casper invecchiato che ripassa tra sé e sé il copione della sua ultima serata sul palco.
Ma questo fino a una settimana fa.

Oggi come oggi le cose sono cambiate. Quello del direttore è uno sguardo un po’ più inquieto. Ogni tanto esce dal suo studio con la sigaretta già in bocca, pronto a uscire in terrazza proprio come tutti gli altri tabagisti di questa fumosa redazione. Le sue battute si sono fatte rare come neve d’estate. Testa bassa, fronte aggrottata. Dalla sua voce solo la preghiera di non chiamarlo tutti insieme. E molte ore passate in quella stanzetta a meditare sul giornale e su chissà cos’altro.

Ma questo fino a un minuto fa.
Ora fa avanti e indietro con uno spirito diverso. Lo vedo passeggiare a testa china, sì, ma di nuovo con quel borbottìo divertito e divertente. Ogni tanto lo vedi quasi pronto a farsi un’altra sigaretta. Ma è troppo preso a farci sorridere per potersi mettere in bocca quella cannuccia di tabacco e morte. Lui è il nostro pezzo di pane. Che non esce dal forno sempre uguale, ma che comunque si fa mangiare. E’ il cronista numero uno. Senza equilibrio. E coi nervi a fior di pelle. Come da definizione.

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3 Risposte to “Cronisti sull’orlo di una crisi di nervi (2)”

  1. luciana martedì, 6 ottobre 2009 a 21:39 #

    hihihi come lo capisco

    siamo sempre sull’orlo di una crisi di nervi …. dovuta alla consapevolezza che non potremo mai scrivere di tutto quello che ci fa venire il mal di pancia, la giornata ha solo 24 ore !
    …. e accebdo un’altra bionda.

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  2. Artik mercoledì, 7 ottobre 2009 a 8:50 #

    smoke kills? in tema, hai mai visto ste cosa?

    http://nonsolospettacoli.com/guerrilla-marketing.html

    (ovviamente parlo della terza foto…)

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  3. kronakus mercoledì, 7 ottobre 2009 a 13:13 #

    luciana, dirigi un giornale anche tu??

    artik, bellissimo!!

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