Tanto lavoro per nulla

25 Set

C’è vita su questo pianeta. Oggi l’altro stagista ha il giorno libero. L’uomo della “nera” è fuori per infortunio. Tutti gli altri sono in altre faccende affaccendati. E a me è arrivato un po’ di (sano?) lavoro. Finalmente.

“KronaKus, vieni qua”. Dopo la chiamata del Burbero sono corso al suo desk, dove mi sono indicato le agenzie da cui ricavare ben tre brevi. Sì, tre. Tutta la colonna di destra della pagina 7 porterà la mia firma. Anzi no, niente firma per le notizie dalla coda corta. Ma almeno stasera sentirò di non essere stato completamente inutile.

Non è la prima volta che mi fanno fare una breve. E’ già successo, e ne sono stato contento. Ma mai mi era stato chiesto di scriverle tutte e tre. Mi è sembrato un grosso passo avanti. Favorito dalle circostanze, ok. Ma chi se ne frega?!
Non è la prima volta, dicevo. E oggi sono stato attento a non farmi rimproverare perché troppo lento. Io le cose le voglio fare bene. E così, di solito, passo per lumaca. Non scherzo se dico che oggi ho sudato nonostante l’aria sia più fresca di ieri. Mi sono scervellato per notiziole semplici semplici. Casi di cronaca quotidiana, tra sequestri di droga e proteste sindacali. Cose importanti, ma piccole piccole. Brevi Brevi. Ed è quella brevità, è quel bisogno di sintesi che più sintesi non si può ad avermi fatto perdere i capelli. Che battere i tasti non affatica. Ma lavorare in tensione sì, sempre.

Ma ce l’ho fatta. Questa volta sono riuscito a scriverle prima che il Burbero mi rimproverasse per il troppo tempo impiegato. Forse sono stato davvero più veloce del solito, anche se a me in fin dei conti non era sembrato affatto. Oppure è lui che era stato troppo impegnato a fare altro per avventarsi su di me.

Bingo. Buona la seconda. Il buon (buon?) Burbero era stato preso da altre cose. Bene. Meglio.

Anzi no.

L’esimio collega stava stravolgendo completamente la pagina 7. Un improvviso ribaltamento nella gerarchia delle notizie aveva letteralmente cancellato lo spazio per le brevi, sostituite da un articolo di raccordo sul tema di apertura.

“Scusa, mi ero dimenticato di avvisarti”, mi ha detto il Burbero a gioco finito, mentre ancora grondavo. No comment.

Tutto buttato. Tanto lavoro per nulla. Ma questo è un giornale, dove prima di tutto contano i fatti. E i fatti, si sa, sono più importanti di chi li scrive.

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