Se questo è giornalismo…

30 Lug

In redazione regna la mania dei comunicati stampa. Si ricevono via e-mail, si leggono, si fa copia-incolla, si impaginano, si ricontrollano, si inseriscono le immagini (prese sempre dal comunicato), si da l’ok. Sembra un processo lungo e laborioso, in realtà è una sciocchezza.

Ma mi domando che giornalismo sia questo. L’annuncio diceva “cercasi stagista per lo svolgimento di un’attività giornalistica”. Bene. Ci siamo. Forse. Per ora direi di no. Per ora sono poco più di un correttore di bozze. Eppure il Capo era stato chiaro: “Io voglio persone che vengano qua a imparare tutti gli aspetti che fanno partedi questo mestiere”. Bene. Ci siamo. Forse. Si parte dal basso. E’ giusto così.

In fondo sono solo uno stagista al suo secondo giorno. Anzi no, non sono neppure quello. Non è ancora chiaro in che modo verrò inserito in redazione. La Stagista, lo dice il nome, è già una stagista. Io no. Io, durante il colloquio, mi sono azzardato a parlare di quella grande chimera dei nostri tempi chiamata “praticantato”. Beh, il grande Capo si è mostrato disponibile. “Farò tutto il necessario”, ha detto.

Quindi eccomi qua, in stand-by, in attesa che consulenti del lavoro e commercialisti facciano il loro lavoro. Sì, proprio quella cosa che non si mangia, ma che senza di essa non si può mangiare. Sarà mica un nuovo tipo di posata?

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6 Risposte to “Se questo è giornalismo…”

  1. Redazione martedì, 12 agosto 2008 a 0:47 #

    Ciao, finalmente un giornalista che confessa di esserlo. Non sono in molti sul web credimi. Si nascondono tutti dopo che la peste grillina li ha bollati come “giornalai”.
    Chi ti scrive è un collega. Che in passato ha lavorato e ora sta subendo uno stage. Lavoro nero regolarizzato e nulla più.
    Ti do un solo consiglio: diffida da chi ti dice che bisogna saper fare tutto. E’ vero ma in parte, ed è un ottimo modo per sfruttare la gente e tappar buchi. E comunque, come diceva qualcuno: fare il giornalista è molto meglio che lavorare.
    Ciao!

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  2. kronakus martedì, 12 agosto 2008 a 0:55 #

    Io confesso di sforzarmi di comportarmi da giornalista, di agire da giornalista. Ma non mi reputo un giornalista. L’etichetta addosso non me l’hanno ancora messa e di certo non lo farò da solo.
    Certo credo di avere una certa concezione del giornalismo, lontana anni luce da quella che vedo in redazione.
    E’ un piacere vedere un tuo commento. Ti confesso che mi piacerebbe stabilire un contatto con gli altri giornalisti. Questo blog è per me, per tutti. Ma è (parecchio) anche per voi. Mi piacerebbe tornassi qui a leggermi, e che magari spargessi la voce tra i tuoi colleghi (e non solo).
    Sarà questione di mal comune mezzo gaudio, o magari semplice diletto..

    Ma… prima hai lavorato e ora fai lo stage? o_o

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  3. cesco mercoledì, 27 agosto 2008 a 9:48 #

    I comunicati stampa semplificano molto la vita ai giornali, soprattuto a quelli di provincia, che spesso hanno, o credono di avere, poco materiale per riempire pagine. Non serve neanche scriverli bene. La più stupida dichiarazione o presa di posizione del politico tal dei tali o di una qualsiasi associazione (magari legata alla politica) finirà impaginata. La professionalità, a certi livelli, è veramente una chimera. Lo dico non solo da lettore. Come te infatti sono interessato alla professione, anche se al momento sto facendo qualcosa che, come dice Travaglio, è “ontologicamente” altro dal giornalismo: lavoro in un ufficio stampa.

    Complimenti per il blog!

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  4. kronakus mercoledì, 27 agosto 2008 a 15:06 #

    Che dire, se non “condoglianze”? 🙂
    Come dici tu, la professionalità a certi livelli è una chimera. Eppure non dovrebbe.
    La mia risposta è la più ovvia e inutile: c’è qualcosa che non va. Parole sterili, lo so, ma sarà per colpa dello spiazzamento che sto vivendo..

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  5. Redazione sabato, 6 settembre 2008 a 21:52 #

    Come vedi sono tornato a leggerti con piacere. La professionalità è lontana anni luce. Sì, prima ho lavorato e ora faccio uno stage. Capita anche questo nella vita. Il fatto è che lo sto facendo in uno dei giornali più importanti d’Italia e a un certo punto te ne freghi dei soldi…
    Cmq la professionalità spesso è relativa. Bisogna anche dire che ormai tutto si fa da dietro ai pc e si va davvero ben poco in giro. Mi chiedo solo cosa sarebbe dei quotidiani senza le agenzie. Sparirebbero, il panico.
    Un’ultima cosa: nessuno ti dirà mai “bravo, adesso sei giornalista”, te lo devi sentire dentro, sempre. Altrimenti ti distruggono credimi.

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  6. kronakus sabato, 6 settembre 2008 a 22:35 #

    Piacere di vederti tornare a leggermi con piacere. Chiaro no?
    Non mi aspetto che mi dicano gli altri quando sono giornalista, ma credo di avere abbastanza umiltà per dirmelo da solo. Che non sono giornalista. 🙂

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