Archivi delle etichette: provincialismo

W la f…antasia!

18 mag

Un tema. Un pensierino. Una filastrocca. Francamente non ricordo cosa fosse. Ricordo, però, che la suora mi aveva corretto. Che mi aveva detto che quella parola non esiste. Che non è italiano, ma dialetto. E che quindi non va bene. Oggi con le parole ci lavoro. E ieri ho scoperto che il termine manco (inteso come nemmeno, non come verbo mancare) esiste eccome. Che è di uso popolare, sì, ma che i dizionari, almeno quelli online, la contemplano senza fare tante storie. Ho scoperto, così, che quella suora aveva torto. Lei che era la mia maestra delle elementari. Lei che mi diceva che ero troppo conciso, e io che non capivo nemmeno cosa cazzo volesse dire (boh, magari era dialetto). Sarà perché facevo le chiuse tutte uguali. Ogni pensierino aveva un tema, e io concludevo con un’esultanza assurda e sbrigativa. L’argomento era la natura? W la natura!. Il cinema? W il cinema!. Il Natale? W il Natale!. Per fortuna, all’epoca, non si parlava mai di figa. O quasi. E meno male che non sono giapponese.

Clicca per ingrandireW la f...antasia!

Palle analogiche

16 mag

Una mattinata in redazione senza collegamento a Internet. Non fosse stato per l’iPhone mi sarei sentito come Tom Hanks in Cast Away. E comunque mi son fatto lo stesso due Wilson così.

 Wilson

56-3

Tagli al personale

10 mag

Stamattina. Strisce pedonali di fronte alla redazione. Faccio un passo per attraversarle. Alla mia sinistra un’auto. Che si ferma, sì, ma non del tutto. Continua ad avanzare di qualche centimetro, piano piano. Non capisco se ha intenzione di fermarsi davvero o se vuole ripartire. Al volante una donna che si guarda intorno, forse in cerca di un parcheggio. Ma continua ad avanzare, a poco a poco. E io non so cosa fare. Ho l’impressione che non mi abbia visto. O forse sì? E perché mi fa le finte sulle strisce pedonali?
Poi la guardo meglio. E’ la mia capa.

Ho capito che c’è crisi, che qua tutto balla. Ma se volete fare tagli al personale non è che mi dovete per forza tagliare anche dalla faccia della Terra.

Ma vaffancool!

9 mag

GiuseppaUngaretta è online

GiuseppaUngaretta: Buongiorno.

KronaKus: Buongiorno a te. Come va?

GiuseppaUngaretta: Si sta come di primavera sugli alberi le foglie.

KronaKus: Allora va bene. Pensa se fosse autunno!

GiuseppaUngaretta: Già. E tu come stai?

KronaKus: Mah. Da me è un po’ settembre..

GiuseppaUngaretta: Anche da me, in effetti. Per questo mi sono permessa di profanare il verso originale..

KronaKus: Cool!

GiuseppaUngaretta: Prego?

KronaKus: Cool!!

GiuseppaUngaretta: …

KronaKus: Che c’è?!

GiuseppaUngaretta: Ormai parli come i milanesi.

KronaKus: Guarda che oggigiorno “cool” è una parola “international”..

GiuseppaUngaretta: …

KronaKus: Ma che hai?!?

GiuseppaUngaretta: “International”..

KronaKus: Eh..

GiuseppaUngaretta: Eh.

KronaKus: Cosa?!

GiuseppaUngaretta: Fa schifo.

KronaKus: Ma perché?!

GiuseppaUngaretta: Perché parli come i milanesi.

KronaKus: Che ti han fatto i milanesi?!

GiuseppaUngaretta: Niente.

KronaKus: E allora?!

GiuseppaUngaretta: E allora spero che ti rinnovino il contratto.

KronaKus: Beh.. grazie..

GiuseppaUngaretta: Lo dico per te.

KronaKus: ..Perché?

GiuseppaUngaretta: Perché se parli così da idiota non ti prenderà mai nessun altro.

GiuseppaUngaretta è offline

Otto per mi̶̶l̶̶l̶̶e

8 mag

C’è crisi. E tocca inventarsi qualcosa. Con il contratto in modalità yogurt, pronto a scadere come un infidus regularis, qua bisogna davvero premunirsi. E se non si trovano alternative a questo lavoro devo almeno mettere da parte qualche spicciolo.

E’ quasi ora della denuncia dei redditi. Mai vista una definizione più azzeccata: certi redditi, infatti, sono proprio da denuncia. Ma ok. Sorvoliamo. Il punto è un altro. Ho deciso di inaugurare la nuova frontiera del risparmio. Devolverò l’8 per mille a me stesso. Di opere buone me ne farò a volontà.

Ricchi premi e du’ cojon (2)

8 mag

cara collega,
ti scrivo adesso sennò domani mi scordo.
nel mio pezzo c’è un errore. ho scritto che la giraffa e l’ippopotamo s’innamorano nel primo film. no, era nel secondo. magari domani ti do una mano a correggerlo.
grazie.

kronny

p.s.: so che non sembra, ma questa è una mail seria.

Ricchi premi e du’ cojòn

7 mag

Oggi ho scritto un pezzo dal titolo:
Se il re dei lemuri ama un orso col tutù

Sento che il Pulitzer è sempre più vicino.

Belpaese di merda

6 mag

Mi è arrivata una mail dalla segreteria della scuola di giornalismo.

Il Comune di Insulsolandia ha pubblicato un bando per un incarico di addetto stampa (16.500 euro all’anno) che vi allego di seguito. Scade venerdì prossimo, il 10 maggio. Chi è interessato dovrebbe presentare ugualmente domanda, anche se il bando esclude i professionisti.

E’ come dire che alla mutua cercano dentisti, ma si astengano gli esperti di carie e gengiviti. Come dire che lo studio legale sotto casa cerca avvocati che pensino che la Gazzetta Ufficiale sia un contenitore di notizie sportive al netto dei rumors. Come dire che il fruttivendolo mi venderà banane, ma senza potassio. Che i pesci non avranno più le spine, ma non saranno nemmeno pesci. Che si eleggerà un nuovo Presidente della Repubblica, ma poi si riesumerà il vecchio. E che magari si metterà un’omofoba al ministero per le Pari Opportunità, salvo poi ritrattare.

Ok. Ora capisco tante cose.repubblica_delle_banane

Sorpassi pericolosi

4 mag

Ritorno in redazione dopo una settimana. Vado talmente lento che sulla strada per Milano sono stato sorpassato anche dal mio stesso trolley.

La nebbia all’irto Colle (12)

21 apr

Svegliarmi sapendo di avere un Presidente della Repubblica nuovo di zecca mi fa affrontare la giornata con viva e vibbbbrante soddisfazione.

Sono le 11:34 del mattino.
Ok. Buonanotte. Svegliatemi tra sette anni.

La nebbia all’irto Colle (11)

20 apr

ULTIM’ORA DAL FUTURO:

Napolitano non ce l’ha fatta. E’ lui il nuovo “impallinato” dopo Marini e Prodi. Ora i partiti si giocano la loro ultima carta, scegliendo un nome che rompa davvero con il passato. Uno pterodattilo viaggiatore ha appena fatto irruzione in Quirinale. Il messaggio: E’ con viva e vibbbbbrante soddisfazione che accetto la vostra proposta di candidatura. Firmato, Fred Flinstone.

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Fred Flinstone. Alla sua sinistra l’amico Renato Brunetta

La nebbia all’irto Colle (10)

20 apr

Quirinale. E poi c’è il burlone di turno che vota Francesco De Gregori.
Sarà uno del Pd. Quelli se la suonano e se la cantano da soli. La marcia funebre, dico.

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La nebbia all’irto Colle (9)

20 apr

Votazioni per il Quirinale. Il Pdl chiede di sospendere i lavori di domani.
Guardate che il meteo ha messo pioggia fitta.

La nebbia all’irto Colle (8)

19 apr

Gasparri: A questo punto potremmo anche proporre un nostro nome!

Far giocare gli altri. Comparire all’ultimo davanti alla porta. Pretendere di segnare. Nemmeno Pippo Inzaghi era così paraculo.

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La nebbia all’irto Colle (7)

19 apr

Niente di eclatante.
La vera notizia è che la Mussolini usa ancora un fottutissimo Nokia.

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La nebbia all’irto Colle (6)

19 apr

Presidenza della Repubblica. Monti punta sulla Cancellieri.
Visto il nome crede sia parente della Merkel.

Italian foreign minister Anna Maria Canc

La nebbia all’irto Colle (5)

19 apr

Terzo scrutinio. La conta di Laura Boldrini.
..Bianca.. Bianca.. Bianca..

Ok. La strategia del Pd è finalmente chiara.
Moretti presidente.

bianca

La nebbia all’irto Colle (4)

19 apr

Avanti, miei Prodi!, dice Bersani.
Sì, verso l’apocalisse.

La nebbia all’irto Colle (3)

18 apr

E’ il match del giorno. Resterà negli annali molto più di Milan-Barcellona, e pure di Italia-Germania 4-3.
Franco Marini versus Franco Tiratore. Chi la spunterà?!

La nebbia all’irto Colle (2)

18 apr

Quirinale, Bersani candida Marini. Il Pd si spacca.
A.A.A. cercasi notizia.

Acculturat(t)o

12 apr

ObsessiveReader è online

ObsessiveReader: Ciao.

KronaKus: Ciao.

ObsessiveReader: Senti, tu che sei uno scriba… hai mica qualche buona lettura da consigliarmi?

KronaKus: Io scrivo, mica leggo.

ObsessiveReader: ..Ah no?

KronaKus: No.

ObsessiveReader: Non sei anche tu un topo da biblioteca?

KronaKus: Affatto.

ObsessiveReader: Beh, per saper scrivere avrai pur letto qualcosa, prima..

KronaKus: Certo.

ObsessiveReader: Ecco. E cosa?

KronaKus: Fumetti. Televideo. Buste del pane.

ObsessiveReader è offline

00 e basta

12 apr

Prima l’addetto al copia-incolla. Poi ai titoli. Ora ai grassetti.
Salve. Sono Bold. James Bold.

Stress test

11 apr

Giochicchiare col mouse.
Vedere il puntatore muoversi sullo schermo.
Pensare sia un moscerino esagitato.

Forse per oggi dovrei finirla qui.

E io ingrasso

8 apr

Il vantaggio di lavorare in una redazione piena di donne conta-calorie è che quando c’è nei paraggi una torta di compleanno hai sempre una fetta in avanzo con cui fare il bis.

Caro Sello, pensaci tu

5 apr

Adoro scrivere pezzi-spot. Mi dà la sensazione di fare due mestieri contemporaneamente. Il giornalista e il pubblicitario. Due lavori. Gran lusso, oggi come oggi. Sì sì.

Ma la paga è doppia, giusto?!

Fico secco

3 apr

Driin.

Io: Pronto?

Mister Paradosso: Oh, Kronny! Ciao.

Io: Ciao, babbo.

Mister Paradosso: Senti..

Io: Dimmi.

Mister Paradosso: Ma è vero che hai intervistato il Fico d’India?

Io: Sì, ba’..

Mister Paradosso: E anche Raffaella Fico?!

Io: Sì sì, ba’..

Mister Paradosso:

Io:

Mister Paradosso: Gliel’hai toccato il culo??

Io:

Mister Paradosso:

Io: …Ba’…

Mister Paradosso: Eh.

Io: Era un’intervista telefonica.

Mister Paradosso: Ah.

Click.

Non aveva capito un fico secco.

Interviste fiche

28 mar

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Buongiorno un cazzo

27 mar

Stamattina. Erano quasi le 10 quando sono entrato in cucina per prelevare dal frigo la mia porzione elefantiaca di bavette al basilico. Non per colazione, eh. E’ stato il mio pranzo di oggi. Sì, di solito mi preparo la pasta la sera prima. Vuoi o non vuoi così risparmio qualche euro. Sono pur sempre un giornalista precario.

In cucina (stavo dicendo prima di perdermi nella mia logorrea da stress) ho incontrato uno dei miei coinquilini. Uno dei pochi rimasti in questi giorni. Gli altri sono già dalle loro famiglie. Perché a questo mondo c’è ancora chi può gustarsi la Pasqua, e non la confonde con un devolavorarechec’holachiusurasennòsoncazzi.

Buongiorno, gli ho detto.
Buongiorno, mi ha risposto.

Poi gli occhi mi si sono posati sul televisore. C’era Gasparri su La7.
Buongiorno un cazzo.

Saggezza paterna

26 mar

Skype. Poco fa.

Io: Ba’, lo sai che sto per intervistare uno dei Fichi d’India?
Mio padre: Ah, bravo. Mi raccomando, fai una bella intervista. Informati bene. Quello lì mi sa che è di Varese. Non di Nuova Delhi, eh. Ah, e chiedigli dei marò.

Stava scherzando. Credo.

(A)caro amico ti scrivo (2)

24 mar

Voci di corridoio dicono che è ora di pulirlo. Il corridoio, dico. Le voci sono quelle dei fantasmi che lo abitano. Che saranno anche eterei, ma pure loro si sono rotti i coglioni di questo surplus di polvere, degli acari in sovrannumero, delle piattole nomadi, dei topi vagabondi, delle blatte che fanno rave party tra una camera e l’altra. D’altronde quando si lavora tanto non è facile trovare il tempo per onorare il proprio turno di pulizie. Si aspetta la domenica. Ma vedrete, verranno tempi migliori. Sogno già da oggi il momento in cui sarò in pensione. Sarà allora che pulirò la casa tutti i santi giorni, che la trasformerò nel più lucido degli specchi.

Care blatte, spero abbiate fatto una buona scorta di birra. Il vostro sfratto esecutivo non è per adesso.

Powers

21 mar

Da grandi poteri derivano grandi responsabilità. Per questo se sai una cosa che gli altri non sanno la devi dire. La devi esternare. Se puoi metterci una pezza non puoi esimerti dal farlo. E se il tuo potere è saperne di supereroi più di Stan Lee devi correggere il tiro, se ti accorgi che sul giornale per cui lavori si parla di mutanti in modo improprio in un pezzo dedicato una nuova serie tv. Non tutto il multiverso è paese. La parola mutanti non esprime soltanto il concetto di personeconsuperpotéri. Non è la definizione corretta. Mutanti sta per personeconsuperpoterichesononatecosì. Che è ben diverso. Le persone che invece subiscono una metamorfosi a posteriori (che sia per un incidente radioattivo o per un ragno geneticamente modificato che non aveva un cazzo da fare se non morderti il culo), sono un’altra cosa. Puoi chiamarli superumani, metaumani, o più semplicemente mutati. Senza la enne. Ma non mutanti.

Ho trascorso dieci minuti della mia preziosa esistenza a tentare di farlo capire qui in redazione. Ma niente da fare. Sono troppo nerd per fare questo lavoro.

Fame nervosa

10 mar

L’iper-lavoro degli ultimi tempi fa male alla mia vita. Non in senso esistenziale. Non parlo di equilibri psichici. Dico la vita in senso fisico. Stretto. Anche se dovrei dire in senso largo. Che qui di stretto c’è rimasto soltanto il conto in banca.

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Redazione. Il mio cassetto senza fondo. Un po’ come il mio stomaco.

Exit fool (3)

22 feb

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Ecco. Dopo tanta fatica ho trovato chi mi rappresenta davvero. Batman è troppo di destra. Spider-Man troppo di sinistra. Hulk? Troppo grillino. E Topolino è il classico centrista che alla fine te la mette nel culo.
Barbapapà, con tutti quei cuoricini non potrei che darla a te, la mia X.

La febbre del venerdì pomeriggio

22 feb

Fai il giro di bozze. Leggi. Rileggi. Quella parola proprio non ti torna. Remutanda. Ma che è? Una nuova marca di slip?! E leggi. Rileggi. Remutanda. Boh.

Poi leggi e rileggi ancora. Ti accorgi che la parola in realtà è un’altra. Remuntada, ha scritto il collega dello sport riferendosi al rischio di rimonta che correrà il Milan affrontando il Barcellona in casa sua.

E’ venerdì per tutti, signori. Abbiate pietà.

Ho i postumi del Natale (e temo già la Pasqua)

22 feb

Vai in redazione con l’insalata e poi ti offrono i tortelli. Questa dieta non s’ha da fare.

Exit fool (2)

21 feb

Meno male che Enrico c’è. Lo ammetto: a tre giorni dal voto non so proprio su chi mettere la croce. So bene, invece, su chi metterei una croce sopra (scusate l’illeggibile ripetizione), e soprattutto chi metterei in croce una volta per tutte. Ma la triste verità è che io, cronista pigramente informato, non ho ancora capito chi preferisco davvero. Il dubbio è che non ci sia nessuno che mi rappresenti fino in fondo. Ed è drammatico, se si osserva la cosa con occhi democratici. In questa tornata elettorale il ventaglio di opzioni è particolarmente vario. Dispersivo. Sembra la lista dei canali via satellite. Novecentonovantanove improbabili possibilità. Fai un giro per cercare di farti un’idea. A completare lo zapping ci metti due o tre ore, e quando hai finito hai la testa che ti scoppia. Sei confuso. Guardi l’orologio, ed è già ora di andare a dormire. E cosa ci hai guadagnato? Soltanto un grosso mal di testa. Idee sovrapposte. Chiarezza zero. Ti accorgi che ti sei soltanto rincoglionito, senza guardare niente con vera attenzione. Ed è per questo che devi leggere il magazine tv per cui lavoro. Lo trovi in tutte le edicole alla modica cifra di 1,xxxxxxxxxxxxxxxxxxxScusate. Porto un po’ di acqua al mio mulino. Non si sa mai come va a finire, qua.

Dicevo che c’è poco da fare. Non c’è nessuno che mi convinca davvero. Sarà che si sono persi un po’ tutti i riferimenti. Ormai per me la destra e la sinistra non sono che mere direzioni. Mano forte e mano debole. Con una ci scrivo, con l’altra ci faccio cose vuemmediciòtto che non vi sto a raccontare. Ma non è questo il punto. Mi sembra che tutti, alla fine dei conti, offrano più o meno le stesse cose. Tutti quelli che attirano la mia attenzione, intendo. Io non sono mai stato un cronista politico, quindi magari sono io che non ci sto capendo niente. La mia passione per la vita parlamentare è pari all’entusiasmo che provo per il torneo di bocce alla lunga che si svolge ogni anno nel circolo che sta dietro casa mia, dove il mio amico Mario fa un caffè davvero eccezionale alla modica cifra di 0,xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxScusate, ma io un post serio a sfondo politico proprio non lo so fare. Figuriamoci un articolo.

C’è un motivo se sono finito a occuparmi di spettacolo, di storie formato tv. Culo, quel motivo si chiama così. Ma è un culo che la sa lunga, un deretano che mi conosce molto bene. Ed è lo stesso deretano che stasera mi ha portato a sintonizzarmi su La7 durante il mio zapping compulsivo, tra una forchettata di insalata e l’altra. E’ stato lui a farmi trovare il buon Enrico Mentana (che stimo e non poco), intento a intervistare alcuni dei candidati tra cui sono tuttora indeciso. Proprio stasera che mi ero prefissato di fare una rassegna stampa a sfondo elettorale. Per schiarirmi le idee. Per prendere posizione una volta per tutte. Per entrare in cabina, domenica, sapendo bene dove mettere la X. Perché io sono per la croce messa con la testa. Il testa o croce lo lascio fare agli altri.

Vi querelo tutti

12 feb

Ci mancavano gli sms promozionali dal canale Axn. Questo non è più un lavoro. E’ stalking.

Habemus Papam (anzi no) (2)

11 feb

Morta una pagina se ne fa un’altra.

Lavoro per un magazine che si occupa di tv. Tutto questo col papa c’entra molto poco. Ma la televisione, si sa, va di pari passo con le cose che accadono nel mondo. E se il pontefice dà forfait il piccolo schermo non può rimanere in panchina. Non resta a guardare. Anzi, si fa guardare. Perché la gente vuole sapere. La gente vuole vedere. La gente vuole partecipare.

La gente vuole farsi i cazzi degli altri.

Il problema è che quel Benedetto papa ha scelto proprio il giorno sbagliato per rassegnare le sue dimissioni. Quale? Quello di chiusura del nostro giornale. Del nuovo numero, intendo. Quello in cui tutto dovrebbe essere bello e pettinato per andare in stampa, non stravolto da uno scoop rivelato in latino. Non so se Ratzinger abbia la patente nautica, io so soltanto che per via sua il timone del prossimo numero non è più lo stesso. E allora via una pagina dalla sezione bambini. E’ la prima a esser presa di mira se c’è un imprevisto. La prima a cui vengono tagliati degli spazi se Belen si dichiara lesbica, se Vespa si fa asportare un neo, se Alfano si dimentica di riportare l’osso. O se Berlusconi decide di farsi papa. Avrei dovuto capirlo dal nome, prima di accettare l’incarico. Quella sezione non si chiama bambini perché parla di Ben 10 o dei Pigiamici. Ma perché chiudere quelle pagine è ogni volta un travaglio. Ogni volta un fottuto parto.

Benedetto tempismo. Morta una pagina se ne fa un’altra. Via Scooby Doo, e sotto con l’annuncio che a marzo le telecamere saranno tutte puntate sul Vaticano. Mentre qua il mio lavoro viene stravolto al fotofinish. E dalle mie orecchie è tutta una fumata nera.

Habemus Papam (anzi no)

11 feb

Il papa se ne va. Benedetto XVI molla tutto. A fine mese bye bye pontificato. Chissà cosa ne penserebbe Gesù. Lui è ancora lì sulla croce, e nonostante questo non si è mai dimesso. Non so se Ratzinger abbia qualche problema di salute. Forse vuole soltanto approfittare della neve e andarsene a sciare sulle Alpi vaticane (qualcuno gli spieghi che al più, lì dietro, ci sono Monteverde nuova e Monteverde vecchia, come mi racconta sempre mio nonno). So di certo che a marzo ci sarà un posto vacante. E il collega della Formula Uno, ignaro di star copiando una battuta che spopola su Facebook già da qualche ora, ha appena detto che Berlusconi perderà le elezioni, ma tenterà da subito una nuova scalata al potere. Quello delle gerarchie ecclesiastiche. C’è già il nome pronto. Papa Pio Tutto, si dice in Rete. Ma al di là dell’ironia a me ora preoccupa ben altra cosa. Che il buon Ratzinger faccia il giro inverso. Cioè che passi dalla Chiesa alla politica passando dalla porta di servizio.

Napolitano, non ho ancora capito se e quanto mi piaci, ma nun te move da quella cazzo de poltrona!!!

Botte per orbi

9 feb

Ho scoperto che in redazione c’è chi apprezza il wrestling. Ho appena ricominciato a mandare curriculum.

Incomprensioni

4 feb

E’ editoriale, ed è una linea. Ma io vado a zig zag. Alla fine qualcuno sbanda.

Iene da guardia

3 feb

Onore alle Iene. Sono più giornalisti loro di certi sedicenti tali. Soprattutto la Blasi. A lei il tesserino lo darei subito.

Sì, sì. Ho detto il tesserino.

La gravità mi fa male lo so (5)

2 feb

E poi c’è la collega Nerd. Quella che il venerdì sera ti saluta dicendoti che nel weekend andrà a farsi una ceretta. In questa redazione ognuno perde peso come può.

Publocation

30 gen

Ho messo in cucina alcune copie di NonPossoDireIlNome Magazine. Me le hanno chieste i coinquilini dopo aver saputo che ho intervistato due comici di Zelig. In un primo momento mi hanno proposto di metterle in bagno. Eh no, cazzo. In bagno no. Il fatto che per fare quel giornale ci si faccia il culo non significa che poi lo si debba utilizzare per pulirselo. E poi meglio ritrovarci sopra qualche chiazza di sugo che di chissà cos’altro. Metti che un domani intervisto Belen?!

La gravità mi fa male lo so (4)

25 gen

La Nerd: KronaKus, vuoi una di queste cose qua?
Io: Cosa sono?
La Nerd: ..Umh… Non mi ricordo come si chiamano…
Io: Fa vedere… Ah, castagnole! Sì, grazie. Ne prendo una.

Più tardi.
Insu Lina: KronaKus, ti trovo dimagrito. Vuoi assaggiare un pezzo di torta?
Io: E’ il nero. Merito del maglione. Che tra l’altro si è allargato, ma non è per la trippa. E’ che mia madre deve averlo lavato con un diluente per tessuti. Comunque sì, grazie.

Gnam. Tutti gentili, in questa redazione.
Cosìperònonmiaiutàte, cazzo.

Burp & Ronf

24 gen

Pranzo con pizza al falafel e birra.
Urge brandina.
‘Stopomeriggioscrivetevòi.

Il re pubblica, il suddito s’attacca

23 gen

Scrivere un pezzo su una cosa che è sulla bocca di tutti. Pensare un titolo. Convincersi di aver trovato quello giusto.
Scoprire che Repubblica.it lo ti ha appena fregato l’idea.

Mi sento compiaciuto oppure frustrato? Non riesco a capirlo.

La gravità mi fa male lo so (3)

21 gen

Non sono uno che si fa infinocchiare dai saldi. Questa, però, potrebbe fare proprio al caso mio.

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Ci vuole karma

20 gen

Mi fingo triste. E intanto godo. Perché in fondo, sì, sto soltanto fingendo. Ho saputo che qualcuno sta per chiudere i battenti. Una testata (pseudo)giornalistica sta per sparire dalla scena. E’ qualcosa per cui di norma non si dovrebbe gioire. Anzi. Non si dovrebbe mai essere contenti di una cosa del genere. Ma ci sono iniziative (pseudo)editoriali che non meritano di rimanere sulla piazza. Gente che paga tre euro lordi al pezzo. Ammesso che paghi. E che pretende dai collaboratori le stesse prestazioni di un redattore. Di (pseudo)aziende così ce ne sono tante. Troppe. Usano il tesserino da pubblicista come specchietto per le allodole. Ti promettono questo inutile straccetto di carta, e intanto ti usano. Ti consumano. E se a la ruota gira bene fanno soldi alle tue spalle. Anzi, sulle tue spalle.

Mi sono messo nelle loro mani mentre ero in attesa di un altro lavoro. Un lavoro vero. Ho voluto provare, al grido di meglio questo che niente. Sbagliavo. Meglio niente che questo, mi sarei dovuto dire. Perché mettendomi al servizio di questi (pseudo)editori ho alimentato un sistema deviato. Così facendo ho dato man forte a uno schiavismo soft che sta distruggendo un mestiere. Il mio. Il nostro. Che poi con tre euro lordi ci ripaghi appena la corrente elettrica che ti serve per tenere acceso il pc, e magari ci scappa pure la sigaretta che fumerai inevitabilmente dopo esserti spremuto le meningi. Snervato dalla consapevolezza di aver bruciato le tue sinapsi per tre fottutissimi euro. Lordi, per di più.

Ma lassù un dio c’è. E’ vero, ora una manciata di redattori sottopagati perderà il posto. E per loro, no, non gioisco affatto. Anzi, mi dispiace. Sono convinto, però, che adesso questi colleghi abbiano una grande occasione per rilanciarsi. Una rinascita umana, ancor prima che professionale. Un trampolino verso un futuro migliore e meno degradante. Mentre certi editori non meritano nient’altro che il baratro. Ci vuole karma. E sangue freddo. Alla fine tutti i nodi vengono al pettine.

La gravità mi fa male lo so (2)

18 gen

Polletto?, mi ha chiesto appena arrivato. No, non mi stava domandando come mi chiamo. Il mio nome lo conosce bene, e ancora meglio conosce le mie abitudini alimentari. Mi stava chiedendo cosa ci fosse dentro la busta che tenevo in mano, certa di indovinarne il contenuto. Ma Miss Finocchio Lesso dovrebbe imparare che il pasto fisso non esiste più. Che se l’altro giorno mi sono divorato mezzo pollo arrosto con due dozzine di patate non significa che sarà sempre così. Ho una coscienza, io. E un fegato. Forse. Che poi il mezzo pollo è la specialità del lunedì. Oggi è venerdì. Un giorno che col lunedì, per fortuna, non ha proprio niente a che vedere. E meno male.

Appena arrivato nella poderosa mensa di redazione ha buttato l’occhio sul mio sacchetto e mi ha fatto quella domanda. Ormai durante il pranzo sembra di fare l’inventario per il reparto alimentari dell’Auchan. Si elencano gli ingredienti riversati nel proprio piatto mignon. Si contano i carboidrati ingurgitati come se all’imbocco dell’esofago ci fosse installato un glucid-detector. E alla fine si fanno progetti sulla cena in relazione a quanto (e a cosa) si è appena mangiato. Io stasera mi concederò una pizza gigante. Con birra a fiumi. Affluenti compresi. Me lo posso permettere, e non soltanto per il mio ventre a forma di porcello salvadanaio. Che non è pieno di soldi, ma di torroni a brandelli, costolette mangiucchiate, lenticchie mal digerite durante le feste. E non necessariamente in quest’ordine. Me lo posso permettere perché oggi mi sono tenuto leggero. Leggerissimo. Sì sì. Tra poco esco dalla redazione, e ho quasi paura di volare via alla prima brezza.

Polletto, mi ha chiesto appena arrivato.
No. Lasagne, ho risposto.

E stasera pizza gigante. Con birra a fiumi. E come tutti i fiumi scorrerà verso il mare. Magari al mio mare. Dove quest’estate, di ‘sto passo, troverò un nuovo lavoro. La boa.

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