Bambini che si vantano delle loro scoregge subacquee, oppure di perdere bava dalla bocca. Culi ormai troppo giovani per me. Un sole che spara, e non è detta che abbia il porto d’armi. Vendaioli da spiaggia che cercano di propinare bandane a donne che di quella d non sanno proprio che farci. Ombrelloni a righe bianche e blu, come se in commercio non ci fosse altro. Ometti di mezzo metro che gridano alla mamma: “Ti si vede la tetta!”.
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Scusate, mi ero distratto.
Scogli che non si muovono, ma che comunque non si lamentano mai. Straniere dalle trecce strane e la parlata ancor di più. Facce nuove e facce che non cambiano. Minorenni in acqua che cantano alla Barry White. Rumori inquietanti che sembrano loffe, ma poi ti volti e vedi materassini che si sgonfiano. Teletubbies con la voce da Gabibbo che gridano di voler dormire sotto l’acqua. Hobbit che rovesciano ombrelloni viola. Aquiloni in serie che rovesciano la mia quiete. Addominali sparsi che mi danno nostalgia dei miei. Pre-adolescenti con la testa avvolta nell’asciugamano, e che cercano attenzioni cantando Celentano. Che ci fa pure rima. Cellulite su cui si può anche passare sopra. Letteralmente. Magnum che costano un fegato, e senza fegato ciao Magnum. E poi il cocco, che costa sempre uguale. Ma che forse forse ha un po’ meno sapore.

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