Archivio | dicembre, 2011

Rosso relativo

29 dic

Ghiro ripieno. No, non è il mio menu di Capodanno, ma l’attacco, l’incipit, della mia biografia più recente. Sono fermo, tranquillo, come un semaforo. Ora c’è il rosso. Perciò sono fermo, sì. Ma non con la mente, che quella ferma non lo è mai. Con il corpo resto in panciolle. Aspetto. Temporeggio. Ho il sonno facile. Mangio come un porco. Un ghiro ripieno, sì.

Oggi una prima sveglia. Mi è arrivata una lettera dall’esimio Ordine regionale. Non me l’hanno spedita per farmi gli auguri. Dentro non c’erano biglietti rossi vestiti a festa, ma moniti per mandare un po’ più in rosso il mio conto bancario. E io sto fermo. Resto in panciolle, sì, ma non con la mente. Che quella, no, non è ferma mai. Penso e ripenso al senso di tutto questo. E non lo trovo. So che qualcosa è cambiato. Monti ha smosso mari e suoi omonimi. Gli Ordini non sono più gli stessi. Credo. Mi era giunta voce che quello dei giornalisti non abbia più nemmeno il potere di sanzionare i suoi iscritti in caso di comportamento inadeguato (passatemi l’eufemismo). Non ne sono sicuro, eh. Un ghiro ripieno resta fedele a se stesso, bloccato nel suo torpore finto-festivo. S’ingozza ma non si schioda. E, paradosso dei paradossi, nemmeno s’informa. Nemmeno se informa di professione. Nemmeno se certe cose lo toccano da vicino.

Ammetto le mie inadempienze (perdonatemi il parolone, prometto di non usarne più fino al prossim’anno), ma l’aumento della quota annuale richiesta all’Ordine mi sa comunque una forzatura. Anche se non so bene come stanno le cose. A volte sento di aver sprecato più di due anni e mezzo della mia vita a rincorrere un tesserino in pelle di stagista che finora ha avuto l’unico merito di farmi entrare a scrocco a una mostra di Hiroshige e al Romics del 2010. Il resto è nebbia, e tanta tanta noia. Io che non mi annoio mai, perché ho la mente che non si ferma mai. Ma vedo male. Vedo rosso. E allora sto fermo, tranquillo, come un semaforo. Resto un ghiro ripieno. Che se mi risveglio toro son falli Fernet.

Off

17 dic

Ascolto Rockfeller blaterare di fronte a quell’Obama mancato di Carlo Conti. Quello stronzo di un pupazzo, talmente squattrinato che non si può permettere nemmeno una voce propria, si azzarda a ricordare che sono passati venticinque anni dalla sua prima apparizione. Io lui me lo ricordo. Ero poco più che un feto dispensatore di caccapupù, ma me lo ricordo. Mi faccio due conti (che non sono due Obama mancati), e mi accorgo che il tempo non è veloce come la luce. E’ la luce.

Ditemelo voi dove sta l’interruttore. Voglio fermare questa corsa. Anzi, va, facciamo che la rallento, non vorrei essere frainteso. A ventotto anni ormai avviati non ho ancora un contratto vero. Ho soltanto una collaborazione divertente ed appagante, ma non il lavoro della vita. Il problema non è cosa faccio, che a fare pezzi sui programmi tv ci potrei passare pure la vita. Il punto sono i soldi che entrano, e che visti i tempi che corrono (oh, come corrono!) non sono nemmeno pochi, anzi, ma non bastano per fare di me un ometto economicamente indipendente. E la pensione? Più mi avvicino più lei si allontana. E dire che mi sono appena fatto la doccia.

Rockfeller pensaci tu. Sai, succede anche a me: a volte mi chiamano “pupazzo”. Tu che sei altrettanto finto sei riuscito a farti strada. Aiutami, per favore, a farmene una mia (di strada). Mettimi tra i famosi, possibilmente senza l’isola dei, sulla quale dovrei condividere pesci lessi con quei pesci lessi che si fanno chiamare “naufraghi”. Ti prego, ragazzone plasticoso dal becco grande e arancione, aiuta questo aspirante cronista. Ti prometto che quando avrò fatto i soldi ti comprerò pure un bel paio di corde vocali, così potrai fare tutto da solo.

Ti vanno bene quelle di Sandra Milo?




…Rockfeller?
…Rockfeller?!
…Rockfeller dove sei?!
…Rockyyy!!
…Rockynuccioooooo!!!
…Rockyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyy!!!



Sob.

Non esistono più le doppie stagioni

13 dic

Sono italo-australiano e io nemmeno lo sapevo. La mia città si affaccia sul mare. Il centro sta qui nello Stivale, il porto è in provincia di Sydney (quella ha detto Monti che non l’abolirà), dove adesso fa un gran caldo. Nessuno si era mai accorto di niente. Ringraziamo YourTv, che in pieno inverno ci mostra immagini di repertorio di gente che passeggia in maniche corte, e che a Ferragosto manda in onda servizi con passanti rigorosamente in maglione. Come se questa Baia delle Zanzare fosse immersa per metà nell’inverno tricolore e per l’altra metà stesse a prendere il sole tra i canguri saltellanti sorseggiando succo d’eucalipto.

Non esistono più le doppie stagioni. Qualcuno lo spieghi a quelli di YourTv.

E adesso linea alle postvisioni del tempo

5 dic

Profonda stima per il meteo di YourTv. Ogni sera, alle 20 30, ti dà le previsioni per la giornata che sta per concludersi e ci azzecca sempre. A confronto Nostradamus sembra il mago Forest.

O la Borsa o la vita

4 dic

Domenica di lavoro. Non è che abbia poi così tanto da fare. E’ soltanto che le cose mi si ammucchiano nei giorni che il copione dà per sbagliati. Ma il mio no. La mia è una sceneggiatura un po’ meno scontata, e lavorare nel giorno in cui ci si dovrebbe riposare non mi pesa affatto (soprattutto se penso alla serata al pub con gli amici che è già in scaletta). Io vivo all’impronta. La speranza è di lasciare l’impronta anche su questo mondo smanioso di crescere. Lievita. Evolviti. E soprattutto divertiti.

Oggi sembro Paulo Coelho. Ogni tanto la vena new age mi si sveglia da sé, come dopo una trasfusione di vita vera sparata tra globuli straordiriamente recettivi.

Sarà che oggi sono qui che scrivo, anche se è domenica. Ho tre pezzi per domani. E mi diverto. Sono un fottuto privilegiato (sempre meglio di un privilegiato fottuto). Scrivo articoli frizzanti nella speranza di inquadrare la bollicina giusta. E creo titoli, nella speranza che qualcuno c’investa su.

Bianco su nero

2 dic

Lo metto nero su bianco, anzi bianco su nero. Dedicato a qualcuno, esclusi tutti gli altri.

 

 

Navigo a vista e me ne vanto

1 dic

Metto la protesi a un pezzo che parla di protesi (alla faccia del metagiornalismo!). Poi succede che non serve più perché nel frattempo è cambiato il timone. Fortuna che il pezzo sulla vela l’avevo già consegnato.

Al Massimo mi sparo

1 dic

Martedì, 0.05

Vedere Vespa che improvvisa momenti di varietà è quasi peggio di sapere che in studio con lui c’è pure Giletti.
Roba da spararsi.

Martedì, 0.46

Stasera mi sto trovando troppe volte d’accordo con Giletti.
Sparatemi.

Mercoledì, 15.28

Odio pranzare tardi. Sì, lo so che è colpa mia che torno dalla piscina quando è quasi l’ora della merenda. Ma odio lo stesso mangiare tardi. Il problema è che mentre mangio mia madre (mentre mangio, mia madre) tiene accesa quella cosa quadrata.. quella che fa luce e ciarla di continuo.. come diavolo si chiama.. ah sì, la tv. Mia madre tiene accesa la tv e mi tocca vedere un po’ de La vita in diretta. E quasi mi manca Giletti.
Ok, mi sparo da me.

Vedere Vespa che improvvisa momenti di varietà è quasi peggio di sapere che in studio con lui c’è pure Giletti.
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