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Caldo e relax. Due elementi che si sposano a fatica. Per fortuna sono riuscito a dormire otto ore di fila. Quasi. Finalmente. Ma una volta sveglio la temperatura corporea sale. E fa caldo, tanto caldo.
Qui niente mare. Qui solo un mare di sudore. Per questo odio le grandi città, soprattutto quelle senza sbocchi verso l’esterno. Verso l’acqua. Che d’estate è paradiso liquido.
Soprattutto odio i posti in cui non sanno fare la pizza. Quella che ho mangiato ieri sera con alcuni miei amici non era gommosa come le altre. Era direttamente ridotta a carbon coke. Era fina come l’ostia. Tant’è che l’Invasato, che è pure abbastanza di chiesa, l’ha chiamata “ostia fritta”.
Ma forza e coraggio. Siamo qui per una missione. Fare i giornalisti. I giornalisti seri. Speriamo solo me ne diano modo. Speriamo solo che non uccidano sul nascere la buona volontà di un aspirante cronista. E speriamo pure che questa tremenda voglia di mare non porti la mia testa a farsi un bagno lontano dai doveri.
