A serious man

25 set

Che qua non c’è mica tempo da perdere. Che lo status di disoccupato non può mica essere un alibi. Qua tocca tenersi al passo, stare in carreggiata. Ci vuole l’impeto del guerrafondaio. Bisogna sentire dentro l’ardore della sfida. Guardare la vita in cagnesco e abbaiare. Bau! Bau!, anche se gli inglesi direbbero Woof! Woof! L’ho imparato qui. Qui, dove sto prendendo lezioni d’inglese, mia grande lacuna per il lavoro che svolgo. Qui. Gente seria tra gente seria.

A serious man

Lettera (minatoria) al direttore

12 set

Esimio dott. Braccino de Braccinis,
la ringrazio per l’avvenuto bonifico.
Per quanto riguarda l’importo versato, la informo che attendo ancora i 20 euro (in nero) relativi al nono articolo. Perché, come sa, gli articoli da me consegnati erano nove, e non otto come da vostri conteggi. Scusi se insisto, ma è una questione di correttezza e di etica professionale, oltre che di rispetto per il lavoro altrui. Sono giornalista da anni. Sono direttore di una piccola testata locale e ho lavorato in diverse redazioni. Ciò che ho sempre visto è che il compenso spettante al collaboratore è relativo ai pezzi commissionati e di conseguenza scritti e consegnati. La pubblicazione, poi, è una questione interna alla redazione, ma che nulla ha a che vedere con la cifra che il giornalista ha tutto il diritto di ricevere. Mi spiace per questa spiacevole situazione, e capisco benissimo che i malintesi possono capitare, soprattutto se si lavora a distanza, ma i pezzi commissionati si devono pagare tutti. Anche se poi decidete di non pubblicarli.
Grazie e buon lavoro.

KronaKus
Lettera (minatoria) al direttore

Tonno subito

5 set

La noia. Il senso d’impotenza. L’orgoglio ferito. Il portafogli vuoto. Il conto in rosso.

Balle. Il vero dramma dell’essere disoccupati è che dopo aver fatto colazione (rigorosamente non prima delle 10), alle 11 hai già una fame boia. Perché sei a casa, e il frigorifero se ne sta lì, a fare comunella con la dispensa, a mo’ del gatto e la volpe, sempre pronti a tentarti. Aprimi! C’ho la robba buona, io!, ti bisbigliano manco fossero dei pusher. E tu, Pinocchio senza più reddito né autostima, cedi alle loro lusinghe e ti becchi il nasone di legno in quel posto. Per vedere la balena di Collodi, poi, ti basta passare a salutare lo specchio.

Ora scusatemi. Ma non ve ne andate, eh.
Tonno subito.

Tonno subito

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